Rara attività di banda equatoriale sul pianeta Giove nel 2012
Immagini reali del pianeta Giove ottenute durante uno dei più rari fenomeni atmosferici osservati dagli astrofili italiani, documentato anche dall’Unione Astrofili Italiani (UAI).
Nel corso della primavera del 2012, l’atmosfera del pianeta Giove fu interessata da una straordinaria eruzione di attività equatoriale, un fenomeno raro che modificò in pochi giorni l’aspetto delle bande nuvolose del gigante gassoso.
Le immagini di Giove che presento in questo articolo sono state realizzate insieme a Erika Mocci durante quella memorabile opposizione e documentano una fase particolarmente intensa dell’attività atmosferica del pianeta.
Pochi giorni dopo queste osservazioni, il fenomeno venne descritto anche dalla Sezione Pianeti dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), confermando l’importanza scientifica delle osservazioni effettuate dagli astrofili.
Per chi pratica imaging planetario, osservare un evento di questo tipo rappresenta uno dei risultati più emozionanti che si possano ottenere.
Un fenomeno atmosferico raro sul pianeta Giove
Le grandi bande atmosferiche di Giove sono in continuo movimento.
Talvolta però l’atmosfera del pianeta entra in una fase estremamente dinamica, durante la quale enormi celle convettive risalgono dagli strati profondi formando spettacolari strutture chiare, turbolenze e nuove configurazioni delle bande equatoriali.
L’eruzione di attività e di banda equatoriale osservata nel marzo-aprile 2012 rientra proprio in questa categoria di eventi.
Per settimane gli osservatori di tutto il mondo seguirono con attenzione l’evoluzione della fascia equatoriale, confrontando quotidianamente le immagini per studiare la rapida trasformazione dell’atmosfera gioviana.

Una difficoltà osservativa in più: Giove stava ormai tramontando
Oltre alla rarità del fenomeno, esisteva una difficoltà osservativa spesso poco ricordata.
Nel marzo del 2012 Giove si trovava ormai nella fase finale della sua osservabilità serale.
Ogni sera il pianeta tramontava sempre prima, abbassandosi rapidamente verso l’orizzonte astronomico di Ovest-Sud-Ovest, dove la turbolenza atmosferica aumentava sensibilmente.
Questo significava osservare attraverso uno spessore molto maggiore di atmosfera terrestre, con un inevitabile peggioramento del seeing, della trasparenza e della risoluzione ottenibile.
Molti osservatori sospesero ormai la stagione planetaria in attesa dell’opposizione successiva.
Continuare invece il monitoraggio proprio durante questa fase permise di documentare uno degli episodi più interessanti dell’intera apparizione del pianeta.
Le immagini originali di Giove
Le fotografie presenti in questa pagina sono state realizzate da:
Michele Bortolotti ed Erika Mocci
durante due differenti sessioni osservative.
Pianeta Giove 19 marzo 2012
In questa ripresa risultano già evidenti le intense strutture convettive presenti nella fascia equatoriale e l’elevato livello di dettaglio raggiunto grazie all’imaging ad alta risoluzione.

Pianeta Giove 24 marzo 2012

Cinque giorni più tardi l’attività atmosferica mostra una rapida evoluzione.
L’immagine documenta le modifiche intervenute nella regione equatoriale ed evidenzia anche il passaggio di uno dei satelliti galileiani.
Osservazioni come questa permettono di confrontare direttamente l’evoluzione delle strutture atmosferiche nell’arco di pochi giorni.
La strumentazione utilizzata per la ripresa del pianeta Giove
Le immagini sono state ottenute mediante una configurazione dedicata all’imaging planetario ad alta risoluzione.
Telescopio
- Celestron C11 Edge HD
- diametro 280 mm
- schema Schmidt-Cassegrain
- focale operativa circa 7500 mm
Il Celestron C11 Edge HD rappresenta ancora oggi uno dei riferimenti per chi desidera un telescopio professionale per vedere i pianeti e praticare fotografia planetaria ad altissima risoluzione.
Montatura
Per l’inseguimento è stata utilizzata una
- SkyWatcher EQ6
- montatura equatoriale EQ6
Una piattaforma estremamente stabile, ideale per sostenere lunghe sessioni di acquisizione video.
Camera planetaria
Le riprese sono state effettuate con una
- Imaging Source DMK 21AU618.AS
- DMK21AU618
- DMK Camera
Questa camera planetaria, basata sul celebre sensore Sony ICX618, è stata per molti anni uno degli strumenti più apprezzati dagli astrofotografi di tutto il mondo grazie alla sua elevata sensibilità e all’ottima risposta nel vicino infrarosso.
Filtri
Per incrementare il dettaglio è stato utilizzato un
Baader Longpass 610 nm per la luminanza, e filtri RGB per la crominanza,
il Baader Longpass è particolarmente efficace nel ridurre gli effetti della turbolenza atmosferica durante le riprese planetarie.
Il riconoscimento da parte dell’Unione Astrofili Italiani
L’importanza dell’evento venne evidenziata anche dalla Sezione Pianeti dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), che pubblicò un approfondimento dedicato all’eruzione di attività equatoriale su Giove.
L’articolo descrive la rapida evoluzione osservata dagli astrofili e il valore scientifico del monitoraggio continuo del pianeta.
👉 Approfondimento UAI in questa preziosa PUBBLICAZIONE.
Quando l’astrofotografia contribuisce alla ricerca
Uno degli aspetti più affascinanti dell’astrofotografia planetaria è la possibilità di contribuire concretamente al monitoraggio dei pianeti del Sistema Solare.
A differenza di molti altri ambiti della fotografia astronomica, Giove cambia aspetto continuamente. Le sue bande atmosferiche, gli ovali, le tempeste e le grandi eruzioni evolvono nell’arco di giorni o settimane, rendendo preziosa anche l’attività degli astrofili dotati di strumentazione adeguata.
Queste osservazioni, realizzate insieme a Erika Mocci, rappresentano uno dei ricordi più significativi della nostra attività osservativa e testimoniano come passione, costanza e tecnica possano trasformare una notte sotto le stelle in un contributo utile alla comunità astronomica.
Ecco un prezioso articolo che ti può incuriosire e avvicinare a questa straordinaria attività:
Telescopio per vedere i pianeti.
Articolo pubblicato l’11 aprile 2026 in occasione dell’anniversario della pubblicazione della notizia da parte dell’Unione Astrofili Italiani. © 2026 Michele Bortolotti, astrofilo, astrofotografo, divulgatore e consulente di strumentazione astronomica.


















