Guida completa alla scelta della montatura astronomica perfetta per il tuo telescopio
Quando si acquista il primo telescopio, quasi tutta l’attenzione viene rivolta al diametro dello strumento, alla sua lunghezza focale oppure alla qualità delle ottiche. In realtà, dopo oltre vent’anni trascorsi tra osservazioni visuali, fotografia astronomica e utilizzo di telescopi installati sia in postazioni fisse sia trasportabili, posso affermare che esiste un componente spesso sottovalutato che influenza enormemente il risultato finale: la montatura telescopio.
È proprio la montatura a sostenere il telescopio, a mantenerlo stabile durante l’osservazione e a compensare il movimento apparente della volta celeste dovuto alla rotazione terrestre. Una montatura poco rigida o inadatta può compromettere anche il miglior telescopio presente sul mercato, mentre una montatura di qualità permette di sfruttare pienamente le prestazioni dello strumento ottico.
Questo concetto è ancora più evidente nell’astrofotografia. Durante pose fotografiche che possono durare diversi minuti, è sufficiente un errore di inseguimento di pochi secondi d’arco per trasformare stelle perfettamente puntiformi in piccole scie luminose. Per questo motivo, gli astrofotografi più esperti sono soliti affermare che la montatura rappresenta il vero cuore dell’intero sistema astronomico.
In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutto ciò che riguarda le montature telescopio, partendo dalle differenze tra modelli altazimutali ed equatoriali fino ad arrivare alle moderne montature GoTo computerizzate, alle soluzioni dedicate all’astrofotografia, agli astroinseguitori e ai modelli professionali utilizzati dagli osservatori astronomici.
Scopriremo inoltre quali sono le differenze tra le principali famiglie di montature SkyWatcher, iOptron, Rainbow Astro, Avalon, Losmandy e Celestron, comprendendo quale possa essere la scelta migliore in base al proprio livello di esperienza e agli obiettivi futuri.
Se il tuo obiettivo è acquistare una montatura destinata a durare molti anni, questa guida ti aiuterà a evitare gli errori più comuni e a investire il tuo budget nel modo più intelligente possibile.

Cos’è una montatura per telescopio
La montatura per telescopio è la struttura meccanica che sostiene lo strumento ottico e ne permette il puntamento verso qualsiasi zona della volta celeste.
Sebbene possa sembrare un semplice supporto, in realtà rappresenta uno degli elementi più sofisticati dell’intero sistema astronomico. Da essa dipendono infatti la precisione del puntamento, la stabilità dell’immagine, la fluidità dei movimenti e, soprattutto, la capacità di seguire automaticamente il moto apparente degli astri.
Una buona montatura deve svolgere contemporaneamente numerosi compiti:
- sostenere il peso del telescopio senza flessioni;
- eliminare il più possibile le vibrazioni;
- garantire movimenti estremamente fluidi;
- mantenere l’allineamento durante lunghe osservazioni;
- permettere un inseguimento preciso degli oggetti celesti;
- sopportare accessori come camere astronomiche, filtri, cercatori, telescopi guida e sistemi di autofocus.
Quando si osserva ad elevati ingrandimenti, ad esempio durante lo studio dei pianeti, basta sfiorare un telescopio montato su una struttura poco stabile per vedere l’immagine oscillare per parecchi secondi. Questo rende estremamente difficile mettere a fuoco oppure osservare dettagli molto fini sulla superficie della Luna, di Giove o di Saturno.
Nel caso dell’astrofotografia deep sky la situazione diventa ancora più critica. Durante una posa di cinque o dieci minuti la montatura deve compensare continuamente la rotazione terrestre con una precisione dell’ordine di pochi secondi d’arco. Si tratta di una precisione incredibilmente elevata: basti pensare che un secondo d’arco equivale a circa un trentaseiesimillesimo di grado.
Per questo motivo, quando si sceglie una montatura telescopio, non bisogna limitarsi a considerare il solo peso massimo dichiarato dal costruttore, ma occorre valutare anche altri aspetti fondamentali:
- rigidità strutturale;
- precisione degli ingranaggi;
- qualità dei cuscinetti;
- periodic error;
- possibilità di autoguida;
- qualità dell’elettronica;
- aggiornabilità del firmware;
- disponibilità di accessori.
Una montatura ben progettata accompagnerà l’astrofilo per molti anni, anche quando il telescopio verrà sostituito con strumenti più performanti.
Perché la montatura è più importante del telescopio
Questa affermazione può sembrare sorprendente, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta all’astronomia.
Eppure, se dovessi dare un solo consiglio a chi desidera acquistare il proprio primo strumento, direi senza esitazione di non sottovalutare mai la montatura.
Nel corso della mia esperienza ho avuto la possibilità di utilizzare strumenti molto diversi tra loro, dai piccoli rifrattori fino ai grandi telescopi installati presso osservatori astronomici come il Newton Keller da 800 mm dell’Osservatorio Astronomico del Monte Baldo.
Una delle lezioni più importanti che ho imparato è questa:
un ottimo telescopio montato su una montatura mediocre offrirà risultati inferiori rispetto a un telescopio più piccolo installato su una montatura eccellente.
Molti principianti investono quasi tutto il proprio budget nel diametro dell’ottica, scegliendo invece la montatura meno costosa disponibile. Nel breve periodo questa scelta può sembrare conveniente, ma spesso diventa il principale motivo di insoddisfazione.
Una montatura poco stabile comporta infatti:
- immagini che vibrano continuamente;
- difficoltà nella messa a fuoco;
- inseguimento impreciso;
- stelle allungate nelle fotografie;
- impossibilità di utilizzare forti ingrandimenti;
- scarsa affidabilità durante lunghe sessioni fotografiche.
Al contrario, una montatura di livello superiore permette di ottenere il massimo anche da strumenti relativamente piccoli.
Questo vale soprattutto nell’astrofotografia deep sky, dove la qualità dell’inseguimento incide molto più del diametro del telescopio stesso.
Per questo motivo consiglio sempre di ragionare sul lungo periodo.
Una buona montatura può accompagnare l’astrofilo per dieci o quindici anni, mentre il telescopio potrebbe essere sostituito più volte durante il proprio percorso di crescita.
È quindi molto più intelligente acquistare una montatura leggermente sovradimensionata rispetto alle esigenze attuali, lasciandosi un margine per eventuali futuri upgrade.
Montatura telescopio altazimutale e montatura equatoriale: quali differenze?
Uno dei primi dubbi che sorgono durante l’acquisto riguarda la scelta tra una montatura altazimutale e una montatura equatoriale.
Entrambe permettono di osservare il cielo, ma sono progettate con filosofie completamente differenti e risultano più adatte a utilizzi diversi.
Comprendere questa differenza è fondamentale perché influenzerà tutta la futura esperienza osservativa.
Montatura altazimutale
La montatura altazimutale è il sistema più semplice e intuitivo.
Il telescopio può muoversi lungo due assi:
- altezza (alto e basso);
- azimut (destra e sinistra).
Il funzionamento ricorda quello di un normale cavalletto fotografico.
Per puntare un oggetto basta infatti orientare il telescopio nella direzione desiderata senza dover effettuare particolari regolazioni preliminari.
Questa semplicità rappresenta il principale punto di forza delle montature altazimutali.
Sono generalmente:
- leggere;
- compatte;
- economiche;
- facili da utilizzare;
- rapide da installare.
Per questo motivo vengono spesso abbinate a piccoli rifrattori, telescopi Maksutov e Schmidt-Cassegrain destinati prevalentemente all’osservazione visuale.
Le moderne versioni GoTo permettono inoltre di individuare automaticamente migliaia di oggetti del catalogo Messier, NGC e IC, rendendo l’osservazione molto accessibile anche ai principianti.
Esiste però un limite importante.
Durante l’inseguimento degli astri la montatura deve muovere contemporaneamente entrambi gli assi e questo provoca il cosiddetto effetto di rotazione di campo, un fenomeno che rende difficili o impossibili le lunghe esposizioni fotografiche senza accessori dedicati.
Per questo motivo le montature altazimutali sono perfette per:
- osservazione della Luna;
- osservazione dei pianeti;
- osservazione visuale del cielo profondo;
- utilizzo terrestre;
- telescopi da viaggio;
- divulgazione astronomica.
Montatura equatoriale
La montatura equatoriale rappresenta invece la scelta di riferimento per chi desidera praticare astrofotografia oppure ottenere il massimo della precisione nell’inseguimento.
La sua caratteristica principale consiste nell’avere uno degli assi inclinato parallelamente all’asse di rotazione terrestre.
Una volta effettuato il corretto stazionamento polare, la montatura dovrà compensare il moto apparente del cielo agendo quasi esclusivamente su un solo asse.
Questo permette di seguire stelle, pianeti e galassie con una precisione enormemente superiore rispetto a una classica montatura altazimutale.
Per questo motivo praticamente tutti gli osservatori astronomici professionali e la quasi totalità degli astrofotografi utilizzano montature equatoriali.
I principali vantaggi sono:
- inseguimento estremamente preciso;
- assenza della rotazione di campo;
- possibilità di effettuare lunghe esposizioni;
- compatibilità con sistemi di autoguida;
- elevata precisione nel puntamento GoTo;
- maggiore stabilità con telescopi pesanti.
Naturalmente esistono anche alcuni aspetti meno favorevoli.
Le montature equatoriali richiedono infatti:
- uno stazionamento iniziale;
- maggiore esperienza;
- tempi di installazione più lunghi;
- peso generalmente superiore.
Tuttavia, chi desidera crescere nell’astrofotografia scoprirà molto presto che questi piccoli svantaggi vengono ampiamente compensati dalle prestazioni ottenibili.
Quale montatura per telescopio scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutti.
La scelta dipende esclusivamente dagli obiettivi personali.
Se il tuo interesse principale consiste nell’osservazione visuale, nella praticità e nella rapidità di utilizzo, una moderna montatura altazimutale GoTo rappresenta spesso la soluzione ideale.
Se invece desideri fotografare nebulose, galassie, ammassi stellari o realizzare immagini planetarie di altissimo livello, una montatura equatoriale costituirà quasi sempre l’investimento più intelligente.
Ed è proprio su questo tipo di montature che si basa gran parte dell’astrofotografia moderna.
Come funziona una montatura equatoriale
Comprendere come funziona una montatura equatoriale significa capire il principio che rende possibile seguire il movimento degli astri con una precisione tale da consentire osservazioni prolungate e fotografie di lunga esposizione.
A differenza di una montatura altazimutale, una montatura equatoriale per telescopio è progettata affinché uno dei suoi due assi principali sia perfettamente parallelo all’asse di rotazione terrestre.
Questo asse prende il nome di asse polare oppure asse di Ascensione Retta (AR).
Il secondo asse, disposto perpendicolarmente al primo, viene invece chiamato asse di Declinazione (DEC).
Una volta orientato correttamente l’asse polare verso il Polo Nord Celeste, la montatura deve compensare esclusivamente la rotazione terrestre, ruotando lentamente il solo asse di Ascensione Retta.
Questo rappresenta il grande vantaggio della montatura equatoriale: il telescopio segue il cielo con un unico movimento continuo e perfettamente sincronizzato con la rotazione della Terra.
Il risultato è un inseguimento estremamente preciso, indispensabile soprattutto nell’astrofotografia.
Gli assi di Ascensione Retta e Declinazione
Per comprendere davvero il funzionamento di una montatura equatoriale, è utile immaginare il cielo come un enorme globo terrestre proiettato nello spazio.
Così come sulla Terra utilizziamo latitudine e longitudine, anche gli astronomi utilizzano un sistema di coordinate formato da:
- Ascensione Retta (Right Ascension – RA)
- Declinazione (Declination – DEC)
La montatura replica esattamente questo sistema.
L’asse di Declinazione permette di puntare il telescopio verso nord o verso sud rispetto all’equatore celeste.
L’asse di Ascensione Retta segue invece il moto apparente delle stelle durante tutta la notte.
Quando il telescopio è correttamente allineato, il motore dovrà ruotare soltanto l’asse di Ascensione Retta alla velocità siderale di circa 15 secondi d’arco al secondo, compensando così la rotazione terrestre.
È proprio questa caratteristica che rende possibile fotografare galassie, nebulose e ammassi stellari con esposizioni della durata di diversi minuti.
Montatura equatoriale: come si usa
Una delle domande più frequenti tra gli appassionati è proprio:
Come si usa una montatura equatoriale?
Contrariamente a quanto si possa pensare, il procedimento diventa molto semplice dopo poche sessioni di utilizzo.
Normalmente si seguono questi passaggi.
1. Livellare il treppiede
Il primo passo consiste nel posizionare il treppiede su un terreno stabile e il più possibile in piano.
Un corretto livellamento facilita tutte le operazioni successive.
2. Regolare la latitudine
Ogni montatura equatoriale dispone di una scala graduata che permette di impostare la latitudine del luogo di osservazione.
In Italia il valore varia mediamente tra 36° e 47°.
3. Orientare il polo
Successivamente si orienta l’asse polare verso il Nord geografico.
Le montature più evolute dispongono di:
- cannocchiale polare;
- sistemi elettronici iPolar;
- software di Polar Alignment;
- camere dedicate.
Questi strumenti consentono uno stazionamento estremamente accurato.
4. Bilanciare il telescopio
Una corretta equilibratura è fondamentale.
Il telescopio deve risultare perfettamente bilanciato sia sull’asse di Ascensione Retta sia su quello di Declinazione.
Un cattivo bilanciamento provoca:
- maggiore usura degli ingranaggi;
- errori di inseguimento;
- vibrazioni;
- aumento del Periodic Error.
5. Allineamento GoTo
Se la montatura dispone del sistema GoTo sarà sufficiente effettuare l’allineamento su due o tre stelle luminose.
Da quel momento il computer conoscerà l’esatta posizione del cielo.
Lo stazionamento della montatura equatoriale per telescopio
Lo stazionamento della montatura equatoriale rappresenta probabilmente la fase più importante dell’intera preparazione.
Con questo termine si indica la procedura mediante la quale l’asse polare della montatura viene orientato parallelamente all’asse terrestre.
Maggiore sarà la precisione dello stazionamento, migliore sarà l’inseguimento.
Per la semplice osservazione visuale è sufficiente un allineamento relativamente rapido.
Per l’astrofotografia deep sky, invece, è necessario raggiungere precisioni molto elevate.
Negli ultimi anni le tecnologie hanno reso questa operazione molto più semplice.
Oltre ai tradizionali cannocchiali polari oggi troviamo:
- iPolar di iOptron;
- SharpCap Polar Alignment;
- N.I.N.A. Three Point Polar Alignment;
- ASIAIR Polar Alignment;
- PoleMaster;
- SynScan Polar Alignment.
Con questi sistemi è possibile ottenere un errore inferiore al minuto d’arco in pochi minuti.
Montatura equatoriale motorizzata
Le prime montature equatoriali richiedevano il movimento manuale delle manopole micrometriche per seguire gli astri.
Oggi quasi tutte le montature di fascia media e alta sono motorizzate.
Una montatura equatoriale motorizzata utilizza uno o più motori passo-passo o servoassistiti che ruotano continuamente gli assi con una precisione elevatissima.
Questo permette di:
- mantenere l’oggetto perfettamente centrato;
- osservare ad alti ingrandimenti;
- effettuare fotografie;
- automatizzare completamente la sessione osservativa.
La motorizzazione rappresenta il primo vero salto di qualità rispetto alle montature manuali.
Montatura equatoriale computerizzata GoTo
L’evoluzione naturale della montatura motorizzata è rappresentata dalla montatura equatoriale computerizzata, comunemente chiamata GoTo.
Il sistema GoTo integra un computer interno che contiene il catalogo di decine di migliaia di oggetti astronomici.
Dopo un semplice allineamento iniziale sarà sufficiente selezionare un oggetto dal telecomando oppure da uno smartphone.
La montatura raggiungerà automaticamente la posizione corretta.
Le moderne montature GoTo possono contenere:
- oltre 40.000 oggetti;
- catalogo Messier;
- catalogo NGC;
- catalogo IC;
- pianeti;
- Luna;
- Sole (con filtri dedicati);
- comete;
- asteroidi.
Per chi osserva da cieli cittadini questa funzione rappresenta un enorme vantaggio, poiché molti oggetti risultano invisibili a occhio nudo.
Perché oggi consiglio quasi sempre una montatura GoTo
Molti appassionati ritengono che il GoTo tolga il piacere della ricerca manuale.
Personalmente non condivido questa idea.
Durante le mie serate pubbliche ho visto moltissime persone perdere ore nel tentativo di trovare una galassia che, alla fine, non sono mai riuscite ad osservare.
Il risultato è spesso frustrazione.
Con una moderna montatura GoTo, invece, il tempo viene dedicato all’osservazione e non alla ricerca.
Questo permette di:
- osservare molti più oggetti nella stessa notte;
- dedicarsi allo studio dei dettagli;
- fotografare più facilmente;
- sfruttare anche brevi finestre di sereno.
Naturalmente imparare il cielo rimane fondamentale.
Ma una montatura computerizzata non sostituisce la conoscenza: semplicemente permette di utilizzare meglio il tempo disponibile.
Le principali tipologie di montature astronomiche per telescopi
Oggi il mercato offre un numero enorme di modelli differenti.
È utile dividerli in alcune grandi categorie.
Montature manuali
Sono le più economiche.
Adatte soprattutto a:
- osservazione occasionale;
- telescopi piccoli;
- uso terrestre.
Generalmente non dispongono di motori.
Montature motorizzate
Permettono l’inseguimento automatico.
Sono consigliabili già per:
- Luna;
- pianeti;
- prime fotografie.
Montature GoTo
Sono ormai lo standard della fascia medio-alta.
Consentono:
- puntamento automatico;
- database astronomici;
- controllo Wi-Fi;
- aggiornamenti firmware;
- controllo tramite PC;
- integrazione con software astronomici.
Montature Harmonic Drive
Negli ultimi anni stanno rivoluzionando il mercato.
Utilizzano riduttori armonici estremamente compatti.
Offrono:
- peso ridottissimo;
- elevata capacità di carico;
- precisione elevata;
- assenza quasi totale dei contrappesi.
Marchi come Rainbow Astro stanno portando questa tecnologia anche in ambito amatoriale avanzato.
Ne parleremo approfonditamente nei prossimi capitoli.
Le migliori montature SkyWatcher
Se esiste un marchio che negli ultimi vent’anni ha contribuito maggiormente alla diffusione dell’astronomia amatoriale, questo è sicuramente SkyWatcher.
Le montature SkyWatcher coprono praticamente ogni fascia di utilizzo.
Si parte dalle piccole montature portatili fino ad arrivare a sistemi capaci di sostenere telescopi professionali installati in osservatori astronomici.
Uno dei principali punti di forza del marchio è il rapporto tra prestazioni, affidabilità e costo.
Non è un caso che moltissimi astrofotografi abbiano iniziato il proprio percorso proprio con una montatura SkyWatcher.
Nei prossimi capitoli analizzeremo singolarmente le famiglie più importanti:
- SkyWatcher EQ5
- SkyWatcher HEQ5 Pro
- SkyWatcher EQ6-R Pro SynScan
- SkyWatcher EQ8-R
- SkyWatcher AZ-GTi
- SkyWatcher SolarQuest
Vedremo per quale utilizzo sono state progettate, quali sono i loro punti di forza e per quale tipologia di astrofilo risultano maggiormente indicate.
SkyWatcher EQ5: la porta d’ingresso alle vere montature equatoriali
Tra tutte le montature presenti sul mercato, la SkyWatcher EQ5 rappresenta probabilmente uno dei modelli che hanno formato il maggior numero di astrofili negli ultimi due decenni.
La montatura SkyWatcher EQ5 costituisce infatti il primo vero passo verso una montatura equatoriale seria, sufficientemente robusta per sostenere rifrattori apocromatici, Newton di medie dimensioni e piccoli Schmidt-Cassegrain.
Rispetto alle montature entry-level offre una struttura decisamente più rigida, movimenti più precisi e una piattaforma che può evolvere nel tempo grazie alla motorizzazione e ai sistemi GoTo SynScan.
Per chi desidera iniziare ad apprendere realmente il funzionamento di una montatura equatoriale senza affrontare subito l’investimento richiesto da modelli superiori, la EQ5 rappresenta ancora oggi una scelta estremamente interessante.
SkyWatcher EQ5: una montatura per telescopio che ha formato intere generazioni di astrofili
Nel panorama delle montature per telescopio, pochi modelli possono vantare una diffusione paragonabile alla SkyWatcher EQ5.
Da oltre vent’anni questa montatura rappresenta il punto di ingresso nel mondo delle vere montature equatoriali, diventando una scelta estremamente apprezzata sia dagli astrofili alle prime armi sia da chi desidera una piattaforma affidabile per osservazioni visuali evolute.
Pur essendo nata come montatura di fascia intermedia, la EQ5 possiede caratteristiche tecniche che la rendono ancora oggi estremamente valida.
La struttura è sufficientemente robusta per sostenere senza difficoltà:
- rifrattori acromatici e apocromatici fino a circa 120-130 mm;
- Maksutov-Cassegrain da 127 e 150 mm;
- Schmidt-Cassegrain C8;
- Newton da 150 e 200 mm (con qualche attenzione nell’astrofotografia);
- piccoli RC dedicati alla fotografia.
Naturalmente, come tutte le montature, anche la EQ5 deve essere utilizzata rispettando la propria capacità di carico reale.
Un errore molto comune consiste infatti nel basarsi esclusivamente sul peso dichiarato dal costruttore.
In realtà, quando si pratica astrofotografia, bisogna considerare anche:
- camera astronomica;
- ruota portafiltri;
- telescopio guida;
- camera di guida;
- fasce anticondensa;
- correttori;
- focheggiatori motorizzati;
- cavi.
Il peso complessivo può aumentare rapidamente di parecchi chilogrammi.
Per questo motivo consiglio sempre di non utilizzare una montatura oltre il 60-70% della sua capacità teorica se l’obiettivo è ottenere immagini deep sky di elevata qualità.
Montatura EQ5: montatura per telescopio manuale, motorizzata o GoTo?
Uno dei grandi vantaggi della montatura EQ5 consiste nella sua modularità.
Nel corso degli anni SkyWatcher ha proposto numerose configurazioni.
Le principali sono:
- EQ5 manuale;
- EQ5 motorizzata;
- EQ5 SynScan;
- EQ5 Pro SynScan GoTo.
Questa evoluzione ha permesso a moltissimi appassionati di iniziare con una configurazione semplice per poi aggiornarla gradualmente.
È una filosofia che personalmente condivido molto, perché consente di distribuire l’investimento nel tempo senza dover sostituire completamente la montatura.
Montatura EQ5 motorizzata
La montatura EQ5 motorizzata rappresenta il primo vero salto qualitativo rispetto alla versione completamente manuale.
Grazie ai motori installati sugli assi di Ascensione Retta e Declinazione, il telescopio è in grado di seguire automaticamente il moto apparente degli astri.
Questo comporta vantaggi evidenti.
Durante l’osservazione planetaria ad alti ingrandimenti, ad esempio, Giove o Saturno rimangono costantemente al centro dell’oculare senza richiedere continue correzioni manuali.
Anche le osservazioni pubbliche diventano molto più piacevoli.
Non sarà infatti necessario ripuntare continuamente l’oggetto dopo ogni osservatore.
Per molti astrofili questa rappresenta già una configurazione più che sufficiente per anni di osservazioni visuali.
SkyWatcher EQ5 SynScan
L’evoluzione successiva è rappresentata dalla SkyWatcher EQ5 SynScan.
Il sistema SynScan introduce tutte le funzionalità GoTo.
Una volta completato l’allineamento iniziale, la montatura è in grado di puntare automaticamente migliaia di oggetti astronomici.
Tra questi troviamo:
- tutti gli oggetti Messier;
- cataloghi NGC;
- cataloghi IC;
- pianeti;
- Luna;
- stelle doppie;
- stelle variabili;
- comete;
- asteroidi.
Per chi osserva sotto cieli cittadini, questa funzione può fare davvero la differenza.
Molti oggetti deep sky risultano infatti invisibili a occhio nudo e diventa estremamente difficile individuarli mediante il solo star hopping.
Il GoTo elimina praticamente questo problema.
SkyWatcher EQ5 Pro SynScan GoTo
La SkyWatcher EQ5 Pro SynScan GoTo rappresenta la versione più completa della famiglia EQ5.
Integra:
- motorizzazione completa;
- sistema GoTo;
- pulsantiera SynScan;
- database astronomico;
- velocità multiple;
- puntamento automatico;
- inseguimento siderale.
Questa configurazione è particolarmente interessante per chi desidera iniziare seriamente l’astrofotografia senza affrontare il costo delle montature superiori.
Naturalmente bisogna essere realistici.
Con una EQ5 Pro è possibile ottenere ottime immagini deep sky, ma utilizzando strumenti adeguati.
Rifrattori apocromatici da 70-80-100 mm rappresentano probabilmente il miglior compromesso.
Montare telescopi molto più pesanti significherebbe lavorare costantemente al limite della montatura.
La mia filosofia nella scelta di una montatura per telescopio
Nel corso degli anni ho visto moltissimi astrofili acquistare prima una montatura troppo piccola per poi sostituirla dopo pochi mesi.
È una scelta che, alla fine, costa quasi sempre di più.
Personalmente preferisco ragionare in modo opposto.
Quando si acquista una montatura bisogna chiedersi:
“Quale telescopio utilizzerò tra cinque anni?”
Non quale possiedo oggi.
Questa semplice domanda cambia completamente il modo di investire.
Una montatura leggermente sovradimensionata permette infatti di:
- crescere gradualmente;
- cambiare telescopio senza sostituire tutto;
- affrontare nuovi progetti fotografici;
- mantenere elevata la rivendibilità.
È una scelta che nel lungo periodo si rivela quasi sempre vincente.
SkyWatcher HEQ5 Pro: uno dei migliori compromessi sul mercato
Se esiste una montatura che negli ultimi quindici anni è diventata un vero punto di riferimento per l’astrofotografia amatoriale, quella è senza dubbio la SkyWatcher HEQ5 Pro.
Molti la considerano la naturale evoluzione della EQ5.
In realtà, osservandole da vicino, le differenze sono decisamente più importanti di quanto possa sembrare.
La montatura HEQ5 nasce infatti per offrire:
- maggiore rigidità;
- migliori cuscinetti;
- trasmissioni più precise;
- maggiore capacità di carico;
- migliore comportamento durante l’autoguida.
Sono aspetti che diventano particolarmente evidenti durante le lunghe esposizioni deep sky.
Montatura SkyWatcher HEQ5 Pro
La montatura SkyWatcher HEQ5 Pro viene spesso scelta da chi desidera costruire una configurazione fotografica seria ma ancora trasportabile.
È infatti sufficientemente compatta da poter essere utilizzata anche in postazioni mobili, mantenendo però una precisione molto elevata.
Le configurazioni che personalmente ritengo ideali comprendono:
- rifrattori apocromatici da 80-120 mm;
- Schmidt-Cassegrain C8;
- RC da 6″;
- Newton fotografici da 150 mm.
Con strumenti di questo tipo la HEQ5 riesce ancora oggi a produrre immagini di altissimo livello.
Non è un caso che moltissime fotografie pubblicate sulle principali riviste astronomiche siano state realizzate proprio con questa montatura.
Montatura per telescopio HEQ5 o EQ5?
È una domanda che ricevo molto spesso durante le consulenze.
La risposta dipende soprattutto dagli obiettivi.
Se il proprio interesse riguarda prevalentemente:
- osservazione visuale;
- Luna;
- pianeti;
- primi esperimenti fotografici,
una EQ5 Pro SynScan può rappresentare una soluzione più che valida.
Se invece l’obiettivo è costruire un sistema dedicato principalmente all’astrofotografia deep sky, personalmente considero la HEQ5 Pro una scelta decisamente più lungimirante.
La maggiore precisione meccanica si traduce infatti in:
- autoguida più stabile;
- minore errore periodico;
- stelle più puntiformi;
- maggiore affidabilità.
Sono aspetti che diventano evidenti soprattutto dopo qualche anno di esperienza.
SkyWatcher EQ6: la montatura per telescopio che ha cambiato l’astrofotografia amatoriale
Se dovessi indicare una montatura che ha realmente segnato un punto di svolta nell’astrofotografia degli ultimi vent’anni, probabilmente sceglierei la SkyWatcher EQ6.
Quando venne introdotta sul mercato offriva caratteristiche fino ad allora riservate a montature molto più costose.
Per moltissimi osservatori amatoriali rappresentò finalmente la possibilità di sostenere telescopi importanti senza affrontare investimenti proibitivi.
Ancora oggi la famiglia EQ6, nelle sue diverse evoluzioni, continua ad essere uno dei punti di riferimento per chi desidera realizzare immagini astronomiche di livello avanzato.
Ed è proprio sulle versioni EQ6 SynScan, EQ6 Pro SynScan ed EQ6-R Pro SynScan che ci concentreremo nel prossimo capitolo, analizzando nel dettaglio le differenze meccaniche, elettroniche e le reali prestazioni sul campo.
SkyWatcher EQ6: una montatura diventata uno standard internazionale
Nel mondo dell’astrofotografia esistono alcuni strumenti che, nel corso degli anni, hanno acquisito lo status di veri e propri punti di riferimento. La SkyWatcher EQ6 appartiene senza dubbio a questa categoria.
Quando si parla di montatura EQ6, infatti, non si fa riferimento a un solo modello, ma a un’intera famiglia di montature che ha accompagnato la crescita di migliaia di astrofili in tutto il mondo.
Il motivo del suo successo è semplice.
SkyWatcher è riuscita a realizzare una montatura sufficientemente robusta da sostenere telescopi importanti, mantenendo però un prezzo ancora accessibile rispetto ai modelli professionali.
Per molti anni la EQ6 è stata considerata il miglior compromesso tra:
- capacità di carico;
- precisione meccanica;
- possibilità di aggiornamento;
- affidabilità;
- costo.
Ancora oggi moltissimi osservatori privati utilizzano una EQ6 come montatura principale.
SkyWatcher EQ6 SynScan
La prima versione realmente diffusa è stata la SkyWatcher EQ6 SynScan.
Questa montatura introdusse il sistema GoTo SynScan anche su una piattaforma molto robusta.
Tra le sue caratteristiche troviamo:
- motorizzazione completa;
- database astronomico;
- puntamento automatico;
- velocità siderale;
- possibilità di autoguida;
- controllo da computer.
Per moltissimi anni ha rappresentato una delle scelte preferite dagli astrofotografi.
Naturalmente oggi esistono versioni più evolute, ma la filosofia costruttiva rimane praticamente invariata.
SkyWatcher EQ6 Pro SynScan
Successivamente arrivò la SkyWatcher EQ6 Pro SynScan, una versione migliorata sotto numerosi aspetti.
Vennero aggiornati:
- elettronica;
- trasmissione;
- motori;
- precisione dei movimenti;
- software SynScan.
Questa evoluzione rese la montatura ancora più affidabile durante le lunghe sessioni fotografiche.
Molti astrofotografi iniziarono ad utilizzare telescopi decisamente importanti, come:
- Schmidt-Cassegrain C9.25;
- Celestron C11;
- Newton fotografici da 250 mm;
- rifrattori apocromatici da 130-150 mm;
- RC da 8″.
Naturalmente, come sempre, è fondamentale mantenere un corretto margine rispetto alla capacità di carico.
SkyWatcher EQ6-R Pro SynScan
L’attuale riferimento della famiglia è rappresentato dalla SkyWatcher EQ6-R Pro SynScan.
Questa montatura introduce miglioramenti molto significativi rispetto alle versioni precedenti.
Tra le principali novità troviamo:
- trasmissione a cinghia;
- minore backlash;
- inseguimento più fluido;
- migliore risposta dell’autoguida;
- frizioni completamente ridisegnate;
- maggiore ergonomia;
- maniglie integrate per il trasporto.
La trasmissione a cinghia rappresenta probabilmente il miglioramento più importante.
Riducendo il gioco meccanico tra motori e ingranaggi, la montatura riesce a produrre movimenti molto più morbidi e continui.
Questo si traduce in:
- stelle più puntiformi;
- correzioni dell’autoguida meno brusche;
- minore rumorosità;
- migliore precisione durante lunghe esposizioni.
Per chi desidera realizzare immagini deep sky di alto livello, la SkyWatcher EQ6-R Pro SynScan rappresenta ancora oggi una delle soluzioni con il miglior rapporto tra prestazioni e costo.
Per quali telescopi consiglio una EQ6-R Pro?
La montatura equatoriale EQ6-R Pro possiede una capacità di carico che permette di affrontare configurazioni decisamente importanti.
Personalmente la considero ideale con:
- rifrattori apocromatici fino a 140 mm;
- Newton fotografici da 200-250 mm;
- Schmidt-Cassegrain C9.25;
- Celestron C11 (con configurazione equilibrata);
- RC da 8″;
- RC da 10″ leggeri.
Naturalmente ogni configurazione deve essere valutata nel suo insieme.
Molti utenti guardano solamente il peso del tubo ottico.
In realtà bisogna considerare anche:
- camera astronomica;
- telescopio guida;
- barra Losmandy;
- ruota portafiltri;
- correttore di coma;
- spianatore;
- focheggiatore elettronico;
- fasce anticondensa;
- alimentazione.
Il peso totale può aumentare anche di 5-8 kg rispetto al solo tubo ottico.
EQ6-R Pro o AZ-EQ6?
Una domanda molto frequente riguarda il confronto tra EQ6-R Pro e AZ-EQ6.
Entrambe sono ottime montature.
La differenza principale consiste nella possibilità, offerta dalla AZ-EQ6, di lavorare sia in modalità equatoriale sia in modalità altazimutale.
Questa doppia natura la rende particolarmente interessante per:
- osservazione visuale;
- doppio telescopio;
- divulgazione astronomica;
- utilizzo pubblico.
La EQ6-R Pro, invece, nasce esclusivamente come montatura equatoriale.
Questa scelta costruttiva permette di concentrare tutta la progettazione sull’astrofotografia.
Personalmente, se l’obiettivo principale è il deep sky fotografico, continuo a preferire la EQ6-R Pro.
Se invece si desidera una montatura estremamente versatile, capace di passare rapidamente dalla modalità equatoriale a quella altazimutale, allora la AZ-EQ6 rappresenta una soluzione molto interessante.
AZ-EQ6 GT o AZ-EQ6 Pro?
Molti utenti cercano informazioni confrontando AZ-EQ6 GT vs AZ-EQ6 Pro oppure EQ6-R Pro vs AZ-EQ6.
Nella pratica le differenze operative non sono enormi.
Entrambe condividono una filosofia costruttiva molto simile.
La scelta dipende principalmente dal tipo di utilizzo.
Preferirei una AZ-EQ6 quando:
- si organizzano molte osservazioni pubbliche;
- si utilizzano due telescopi contemporaneamente;
- si alterna frequentemente visuale e fotografia.
Preferirei invece una EQ6-R Pro quando:
- il 90% dell’attività è dedicato all’astrofotografia;
- si desidera la massima semplicità meccanica;
- si vuole privilegiare il rapporto qualità/prezzo.
SkyWatcher EQ8: quando il telescopio diventa davvero importante
Arrivati a questo punto entriamo in una categoria completamente diversa.
La SkyWatcher EQ8 non nasce per sostituire una EQ6.
Nasce per soddisfare esigenze completamente differenti.
Quando si iniziano ad utilizzare telescopi da:
- 300 mm;
- 350 mm;
- 400 mm;
oppure rifrattori apocromatici di grandi dimensioni, la EQ6 inizia naturalmente ad avvicinarsi ai propri limiti.
È proprio qui che entra in gioco la montatura EQ8.
SkyWatcher EQ8-R
L’attuale evoluzione prende il nome di SkyWatcher EQ8-R.
Si tratta di una montatura progettata pensando fin dall’inizio agli osservatori astronomici privati.
Le sue caratteristiche sono decisamente superiori rispetto alla famiglia EQ6.
Tra i principali punti di forza troviamo:
- enorme capacità di carico;
- elevatissima rigidità strutturale;
- doppia barra contrappesi;
- trasmissioni estremamente robuste;
- motori ad alte prestazioni;
- elettronica professionale;
- possibilità di lavorare in remoto.
È una montatura pensata per funzionare notte dopo notte con strumenti molto pesanti.
Per chi è indicata una EQ8?
La SkyWatcher EQ8-R non è una montatura destinata al principiante.
Anche il semplice trasporto richiede una certa organizzazione.
La considero ideale per:
- osservatori astronomici permanenti;
- postazioni fisse;
- astrofotografia avanzata;
- telescopi RC di grande diametro;
- grandi Schmidt-Cassegrain;
- Newton da osservatorio.
Chi realizza fotografie scientifiche oppure immagini deep sky ad altissima risoluzione trova nella EQ8 una piattaforma estremamente affidabile.
Vale davvero la pena acquistare una EQ8?
La risposta dipende esclusivamente dal progetto osservativo.
Molti appassionati acquistano una montatura enorme pensando di “non avere mai limiti”.
In realtà una EQ8 risulta davvero vantaggiosa soltanto quando viene utilizzata con strumenti adeguati.
Per un rifrattore da 80 mm sarebbe completamente sovradimensionata.
Per un RC da 12″ o un Newton da 400 mm diventa invece quasi una scelta obbligata.
È importante ricordare che una montatura molto grande comporta anche:
- maggiore peso;
- tempi di installazione superiori;
- contrappesi più pesanti;
- alimentazione più impegnativa;
- trasporto meno agevole.
Per questo motivo consiglio sempre di scegliere la montatura non in funzione del “massimo possibile”, ma dello strumento che realisticamente verrà utilizzato nella maggior parte delle osservazioni.
La filosofia SkyWatcher: una crescita graduale
Uno degli aspetti che ho sempre apprezzato della gamma SkyWatcher è la continuità tra i vari modelli.
L’astrofilo può infatti crescere in modo progressivo:
- EQ5 per iniziare con serietà;
- HEQ5 Pro per l’astrofotografia evoluta con strumenti medio-leggeri;
- EQ6-R Pro SynScan come piattaforma definitiva per la maggior parte degli appassionati avanzati;
- EQ8-R per osservatori permanenti e telescopi professionali.
Questa progressione permette di scegliere una montatura coerente con i propri obiettivi, evitando sia l’acquisto di un modello sottodimensionato sia quello di una soluzione eccessivamente complessa e costosa rispetto alle reali necessità.
SkyWatcher AZ-GTi: la montatura GoTo compatta che ha rivoluzionato l’astronomia portatile
Negli ultimi anni poche montature hanno riscosso un successo paragonabile alla SkyWatcher AZ-GTi.
Quando venne presentata, molti appassionati la considerarono semplicemente una piccola montatura altazimutale GoTo destinata all’osservazione visuale. Con il tempo, però, la comunità astronomica ha scoperto che dietro le sue dimensioni compatte si nascondeva una piattaforma estremamente versatile.
Oggi la AZ-GTi viene utilizzata per:
- osservazione visuale;
- telescopi da viaggio;
- birdwatching;
- fotografia paesaggistica astronomica;
- astrofotografia a lunga esposizione;
- rifrattori compatti;
- Maksutov;
- piccoli Schmidt-Cassegrain;
- teleobiettivi fotografici.
Il suo principale punto di forza è probabilmente il rapporto tra dimensioni, peso e funzionalità.
Una montatura che può essere trasportata nello zaino, alimentata con una semplice power bank e controllata completamente tramite smartphone rappresenta una soluzione estremamente interessante per chi osserva frequentemente da località differenti.
SkyWatcher AZ-GTi GoTo
La SkyWatcher AZ-GTi GoTo nasce come montatura altazimutale completamente computerizzata.
Una volta eseguito il semplice allineamento iniziale, il sistema GoTo permette di puntare automaticamente migliaia di oggetti astronomici.
Il controllo avviene principalmente tramite rete Wi-Fi.
Non è quindi necessario utilizzare una pulsantiera tradizionale.
Basta installare l’applicazione SynScan sul proprio smartphone oppure tablet.
Questa filosofia riduce notevolmente:
- peso;
- ingombri;
- cablaggi.
Per chi viaggia spesso rappresenta un vantaggio molto importante.
SkyWatcher AZ-GTi WiFi
Una delle caratteristiche che hanno contribuito maggiormente al successo della SkyWatcher AZ-GTi WiFi è proprio il controllo completamente wireless.
La montatura genera una propria rete Wi-Fi alla quale è possibile collegarsi direttamente.
Successivamente si può controllare il puntamento mediante:
- SynScan App;
- SynScan Pro;
- SkySafari;
- numerosi software astronomici compatibili con ASCOM e INDI.
Per chi pratica astrofotografia questo significa poter gestire gran parte della sessione senza toccare fisicamente il telescopio, riducendo ulteriormente il rischio di vibrazioni.
AZ-GTi Tracking
Una volta effettuato l’allineamento, la funzione AZ-GTi Tracking mantiene automaticamente l’oggetto selezionato al centro del campo.
Durante l’osservazione visuale questa funzione è estremamente comoda.
Pensiamo ad esempio a Saturno osservato con oltre 250 ingrandimenti.
Senza inseguimento automatico sarebbe necessario correggere continuamente il puntamento.
Con la AZ-GTi il pianeta rimane invece centrato per lungo tempo.
Questo risulta particolarmente utile anche durante:
- osservazioni pubbliche;
- divulgazione;
- fotografia planetaria;
- osservazione lunare.
AZ-GTi Guiding
Una delle sorprese più interessanti riguarda il supporto al guiding.
Attraverso la porta ST4 e i software di autoguida è infatti possibile utilizzare la montatura anche in configurazioni fotografiche leggere.
Naturalmente non bisogna aspettarsi le prestazioni di una EQ6-R Pro.
Tuttavia, con strumenti adeguati, la AZ-GTi riesce a produrre risultati davvero sorprendenti.
AZ-GTi Astrophotography
Quando si parla di AZ-GTi Astrophotography, occorre fare una distinzione importante.
Nella configurazione originale altazimutale la montatura è perfettamente utilizzabile per:
- Luna;
- pianeti;
- Sole (con filtri certificati);
- brevi esposizioni.
Per la fotografia deep sky entra invece in gioco il problema della rotazione di campo.
Ed è proprio qui che la AZ-GTi mostra uno dei suoi aspetti più interessanti.
SkyWatcher AZ-GTi EQ Mode
Probabilmente la caratteristica che ha reso celebre questa montatura è la possibilità di trasformarla in una vera montatura equatoriale.
Attraverso un semplice aggiornamento firmware nasce infatti la modalità:
SkyWatcher AZ-GTi EQ Mode
oppure
SkyWatcher AZ-GTi Equatorial Mode.
In questa configurazione la montatura viene installata sopra una testa equatoriale (wedge) e lavora esattamente come una classica montatura equatoriale.
Questo permette di eliminare la rotazione di campo.
Il risultato è sorprendente.
Con un corretto stazionamento è possibile realizzare fotografie deep sky di ottima qualità utilizzando:
- rifrattori molto compatti;
- teleobiettivi;
- camere astronomiche leggere;
- reflex digitali.
È probabilmente una delle trasformazioni più intelligenti introdotte negli ultimi anni nel settore dell’astronomia amatoriale.
AZ-GTi EQ oppure montatura equatoriale tradizionale?
Molti appassionati si chiedono se una AZ-GTi EQ possa sostituire completamente una montatura equatoriale tradizionale.
La risposta è: dipende dagli obiettivi.
Per strumenti leggeri e fotografia da viaggio la risposta è spesso sì.
Per telescopi importanti, invece, una montatura dedicata come HEQ5 o EQ6 rimane nettamente superiore.
La AZ-GTi eccelle infatti quando il peso rappresenta una priorità.
Pensiamo ad esempio a un viaggio in aereo.
Trasportare una EQ6 è praticamente impossibile.
Una AZ-GTi, invece, entra facilmente nel bagaglio.
AZ-GTi con Maksutov 127
Una delle configurazioni più apprezzate è la AZ-GTi con Mak 127.
Il Maksutov da 127 mm rappresenta infatti uno dei migliori compromessi tra:
- compattezza;
- qualità ottica;
- peso.
L’abbinamento con la AZ-GTi permette di ottenere un sistema estremamente portatile.
Lo considero particolarmente indicato per:
- osservazione della Luna;
- pianeti;
- stelle doppie;
- ammassi globulari;
- utilizzo da terrazzo.
Naturalmente anche alcuni rifrattori apocromatici da 80-100 mm costituiscono un’accoppiata eccellente.
SkyWatcher AZ-GTi: a chi la consiglio?
Dopo aver osservato numerosi appassionati utilizzarla sul campo, ritengo che la SkyWatcher AZ-GTi sia una delle montature più intelligenti per determinate categorie di utenti.
La consiglio soprattutto a:
- chi viaggia frequentemente;
- chi osserva dal balcone;
- chi dispone di poco spazio;
- chi possiede rifrattori piccoli;
- chi pratica fotografia paesaggistica astronomica;
- chi desidera una seconda montatura molto leggera.
Non la sceglierei invece come montatura principale per sostenere telescopi di grandi dimensioni destinati all’astrofotografia deep sky avanzata.
In quel caso una EQ6-R Pro oppure una montatura Harmonic Drive rappresentano soluzioni decisamente più indicate.
SkyWatcher SolarQuest: quando il Sole diventa automatico
Tra le montature più originali prodotte da SkyWatcher merita un capitolo dedicato anche la SolarQuest.
A differenza delle montature tradizionali, la SkyWatcher SolarQuest Mount nasce esclusivamente per l’osservazione del Sole.
Il suo funzionamento è estremamente interessante.
Grazie a un sensore GPS e a un sistema proprietario di riconoscimento della posizione del Sole, la montatura è in grado di puntare automaticamente il nostro astro senza richiedere un classico allineamento astronomico.
Naturalmente l’utilizzo è possibile solo impiegando telescopi dotati di filtri solari certificati e conformi alle normative di sicurezza.
Mai osservare il Sole senza protezioni adeguate.
Perché una montatura per telescopio dedicata al Sole?
Negli ultimi anni l’osservazione solare è cresciuta enormemente.
Le moderne ottiche H-alpha permettono infatti di osservare fenomeni spettacolari come:
- protuberanze;
- filamenti;
- brillamenti;
- macchie solari;
- facole;
- granulazione fotosferica.
Durante eventi pubblici oppure attività divulgative una montatura come la SolarQuest consente di ridurre drasticamente i tempi di preparazione.
Il Sole rimane costantemente al centro del campo anche durante lunghe osservazioni.
Per chi possiede un telescopio solare dedicato rappresenta una soluzione estremamente pratica.
Dalla portabilità estrema alle prestazioni professionali
La gamma SkyWatcher dimostra come oggi sia possibile coprire praticamente ogni esigenza osservativa.
Si parte dalla piccolissima AZ-GTi, perfetta per il viaggio e l’osservazione rapida, fino ad arrivare alla EQ8-R, destinata agli osservatori permanenti.
Questa ampiezza di scelta permette a ogni astrofilo di individuare una montatura realmente proporzionata alle proprie necessità, evitando sia di sottodimensionare sia di sovradimensionare inutilmente il proprio investimento.
Le montature iOptron: innovazione, leggerezza e precisione
Se SkyWatcher ha rivoluzionato il rapporto qualità-prezzo delle montature astronomiche, iOptron ha seguito una strada diversa, puntando con decisione su innovazione tecnologica, riduzione del peso e semplicità di utilizzo.
Negli ultimi anni il marchio statunitense si è imposto come uno dei principali riferimenti nel settore delle montature portatili e degli astroinseguitori, introducendo soluzioni originali come il sistema iPolar, le montature SkyHunter e la fortunata serie SkyGuider Pro.
Ciò che distingue maggiormente una montatura iOptron è l’attenzione rivolta alla trasportabilità senza rinunciare alla precisione meccanica.
Per questo motivo moltissimi astrofotografi itineranti, fotografi di paesaggio notturno e appassionati di eclissi scelgono oggi prodotti iOptron come compagni di viaggio.
Le montature iOptron: quando innovazione e portabilità viaggiano insieme
Nel settore delle montature astronomiche, iOptron è riuscita a ritagliarsi uno spazio molto particolare.
Mentre altri produttori hanno concentrato la propria evoluzione principalmente sull’aumento della capacità di carico, iOptron ha investito moltissimo nello sviluppo di soluzioni leggere, intelligenti e facilmente trasportabili.
Il risultato è una gamma di prodotti che trova particolare apprezzamento tra:
- astrofotografi itineranti;
- fotografi di paesaggio notturno;
- appassionati di eclissi;
- viaggiatori;
- chi osserva frequentemente da cieli bui differenti.
Negli ultimi anni il marchio ha introdotto numerose innovazioni, tra cui il sistema iPolar, il celebre SkyGuider Pro, la compatta SkyHunter e diverse montature equatoriali di fascia medio-alta che competono direttamente con i principali modelli SkyWatcher.
Una caratteristica comune a quasi tutte le montature iOptron è la ricerca del miglior equilibrio possibile tra:
- peso;
- precisione;
- capacità di carico;
- semplicità operativa.
Per chi trasporta frequentemente la propria attrezzatura questo rappresenta un vantaggio enorme.
Montatura per telescopio iOptron: filosofia costruttiva
Le moderne montature iOptron sono progettate con una filosofia molto chiara.
Ridurre il peso senza compromettere la precisione.
Per ottenere questo risultato vengono utilizzati:
- lavorazioni meccaniche molto accurate;
- leghe leggere;
- elettronica compatta;
- sistemi di allineamento assistito;
- software estremamente intuitivi.
Un altro elemento che caratterizza il marchio è la continua introduzione di nuove tecnologie.
Molte soluzioni adottate oggi da altri produttori sono state sperimentate proprio da iOptron diversi anni prima.
iPolar: uno dei migliori sistemi di allineamento polare
Una delle innovazioni più interessanti introdotte da iOptron è senza dubbio iPolar.
Tradizionalmente lo stazionamento di una montatura equatoriale richiedeva l’utilizzo di un cannocchiale polare.
Sebbene questo sistema sia ancora perfettamente valido, presenta alcuni limiti.
Ad esempio:
- richiede una buona posizione dell’occhio;
- può risultare scomodo con telescopi voluminosi;
- dipende molto dalla precisione della regolazione meccanica.
Il sistema iPolar sostituisce completamente il cannocchiale tradizionale.
Una piccola camera integrata osserva automaticamente il cielo e, tramite software, guida passo dopo passo l’utente fino al perfetto allineamento.
I vantaggi sono evidenti.
Lo stazionamento diventa:
- più veloce;
- più preciso;
- ripetibile;
- molto più semplice anche per chi inizia.
Per chi pratica fotografia deep sky rappresenta un notevole risparmio di tempo.
SkyGuider Pro: uno degli astroinseguitori più apprezzati al mondo
Quando si parla di astroinseguitori è praticamente impossibile non citare lo iOptron SkyGuider Pro.
Si tratta probabilmente di uno dei prodotti che ha contribuito maggiormente alla diffusione dell’astrofotografia da viaggio.
Lo SkyGuider Pro nasce per sostenere:
- reflex digitali;
- mirrorless;
- teleobiettivi;
- piccoli rifrattori.
Il tutto mantenendo dimensioni estremamente contenute.
Rispetto ai classici astroinseguitori entry-level offre una maggiore precisione e una struttura molto robusta.
Questo permette di affrontare esposizioni di alcuni minuti con focali relativamente importanti.
iOptron SkyGuider Pro
Il cuore del sistema è costituito da una piccola montatura equatoriale motorizzata.
Una volta effettuato lo stazionamento, il motore segue automaticamente il movimento della volta celeste.
In questo modo la fotocamera rimane perfettamente sincronizzata con la rotazione terrestre.
Le stelle continueranno ad apparire puntiformi anche durante esposizioni molto lunghe.
È proprio questo principio che rende possibile fotografare:
- Via Lattea;
- nebulose;
- galassie;
- costellazioni;
- grandi campi stellari.
SkyGuider Pro iPolar
Una delle evoluzioni più interessanti prende il nome di SkyGuider Pro iPolar.
In questa versione viene integrata proprio la tecnologia iPolar descritta in precedenza.
Il vantaggio è notevole.
Lo stazionamento diventa estremamente rapido anche in condizioni non ideali.
Per chi fotografa frequentemente da località diverse significa poter iniziare la sessione in pochi minuti.
SkyGuider Pro Kit
Molti rivenditori propongono lo SkyGuider Pro Kit, una configurazione completa che comprende tutti gli accessori necessari.
Normalmente il kit include:
- testa motorizzata;
- barra contrappesi;
- contrappeso;
- cannocchiale polare oppure iPolar;
- alimentazione;
- adattatori.
È una soluzione interessante per chi desidera iniziare immediatamente senza acquistare successivamente i vari accessori separatamente.
Per chi consiglio lo SkyGuider Pro?
Dopo aver osservato numerose configurazioni sul campo, considero lo SkyGuider Pro ideale per:
- fotografia della Via Lattea;
- paesaggi astronomici;
- eclissi;
- comete;
- costellazioni;
- teleobiettivi fino a focali medio-lunghe;
- piccoli rifrattori apocromatici.
Naturalmente non nasce per sostenere telescopi importanti.
In quel caso è corretto orientarsi verso vere montature equatoriali.
Ma nel suo ambito di utilizzo rappresenta ancora oggi uno dei migliori riferimenti disponibili.
Astroinseguitore iOptron SkyTracker Pro
Prima dello SkyGuider Pro, uno dei prodotti che contribuì enormemente alla diffusione dell’astrofotografia itinerante fu lo SkyTracker Pro.
Rispetto allo SkyGuider presenta dimensioni ancora più ridotte.
L’idea alla base è molto semplice.
Consentire al fotografo di trasportare un astroinseguitore praticamente nello stesso spazio occupato da un normale obiettivo fotografico.
Questo lo rende particolarmente indicato per:
- trekking;
- viaggi aerei;
- escursioni;
- fotografia naturalistica notturna.
Naturalmente la capacità di carico è inferiore rispetto allo SkyGuider.
Per questo motivo viene utilizzato principalmente con reflex e teleobiettivi.
iOptron SkyHunter: una nuova filosofia di montatura
Negli ultimi anni iOptron ha introdotto una piattaforma completamente nuova.
La SkyHunter.
Più che una semplice montatura, rappresenta un sistema estremamente versatile.
Può infatti lavorare sia in modalità altazimutale sia equatoriale.
Questa doppia natura la rende molto interessante per chi desidera possedere una sola montatura capace di adattarsi a utilizzi differenti.
iOptron SkyHunter Mount
La iOptron SkyHunter Mount è progettata per:
- rifrattori molto compatti;
- Maksutov;
- teleobiettivi;
- fotografia astronomica itinerante.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il peso estremamente contenuto.
Questo permette di trasportarla facilmente anche durante lunghi spostamenti.
SkyHunter iOptron
Dal punto di vista operativo la SkyHunter iOptron risulta molto intuitiva.
L’elettronica moderna consente:
- controllo Wi-Fi;
- GoTo;
- inseguimento automatico;
- funzionamento a batteria.
Sono caratteristiche che oggi molti appassionati considerano ormai indispensabili.
SkyHunter o SkyGuider?
È una domanda molto frequente.
La risposta dipende soprattutto dal tipo di utilizzo.
Lo SkyGuider Pro nasce principalmente come astroinseguitore evoluto.
La SkyHunter, invece, è una vera montatura astronomica compatta.
Chi utilizza prevalentemente una reflex con teleobiettivi potrebbe preferire lo SkyGuider.
Chi desidera montare anche piccoli telescopi troverà probabilmente nella SkyHunter una soluzione più versatile.
iOptron o SkyWatcher?
Uno dei confronti più ricercati dagli appassionati riguarda iOptron vs SkyWatcher.
In realtà non esiste un vincitore assoluto.
Entrambi i marchi producono montature di altissimo livello.
Le differenze riguardano soprattutto la filosofia progettuale.
Generalmente SkyWatcher propone montature robuste, estremamente diffuse e caratterizzate da un eccellente rapporto qualità-prezzo.
iOptron punta invece maggiormente su:
- leggerezza;
- innovazione;
- trasportabilità;
- elettronica evoluta;
- sistemi di allineamento avanzati.
Se dovessi sintetizzare la mia esperienza direi questo.
Per un osservatorio fisso o per configurazioni fotografiche di grandi dimensioni continuo a considerare SkyWatcher una scelta estremamente solida.
Per chi viaggia frequentemente, fotografa durante le vacanze astronomiche oppure desidera ridurre al minimo il peso dell’attrezzatura, iOptron offre probabilmente alcune delle soluzioni più interessanti oggi disponibili.
Naturalmente esistono modelli che competono direttamente tra loro e altri che appartengono a categorie completamente differenti.
Per questo motivo è sempre opportuno confrontare i singoli prodotti piuttosto che i marchi nel loro insieme.
Gli astroinseguitori: il primo passo verso l’astrofotografia
Negli ultimi anni gli astroinseguitori hanno rivoluzionato il modo di avvicinarsi all’astrofotografia.
Molti appassionati credono che per fotografare nebulose o la Via Lattea sia indispensabile acquistare immediatamente una grande montatura equatoriale.
In realtà non è così.
Con un buon astroinseguitore per reflex è già possibile ottenere immagini spettacolari del cielo profondo, mantenendo un’attrezzatura estremamente leggera e facilmente trasportabile.
Proprio per questo motivo gli astroinseguitori rappresentano spesso il primo vero investimento che consiglio a chi desidera iniziare seriamente l’astrofotografia, soprattutto se possiede già una reflex o una moderna fotocamera mirrorless.
Astroinseguitore: cos’è e perché ha cambiato l’astrofotografia amatoriale
Negli ultimi quindici anni gli astroinseguitori hanno letteralmente rivoluzionato il modo di avvicinarsi all’astrofotografia.
Fino a qualche tempo fa, chi desiderava fotografare la Via Lattea o le principali nebulose doveva necessariamente acquistare una montatura equatoriale piuttosto ingombrante.
Oggi, grazie agli astroinseguitori, è possibile ottenere immagini di qualità sorprendente utilizzando semplicemente:
- una reflex;
- una mirrorless;
- un obiettivo fotografico;
- un piccolo treppiede;
- un astroinseguitore.
Questo ha reso l’astrofotografia molto più accessibile, soprattutto a chi ama viaggiare o fotografare da luoghi lontani dall’inquinamento luminoso.
Naturalmente è importante comprendere fin da subito che un astroinseguitore non sostituisce una vera montatura equatoriale destinata a sostenere telescopi di grandi dimensioni.
Si tratta di strumenti progettati con obiettivi differenti.
Cos’è un astroinseguitore?
Un astroinseguitore è una piccola montatura equatoriale motorizzata che ha il compito di compensare la rotazione terrestre.
Durante una fotografia notturna, infatti, le stelle sembrano muoversi continuamente nel cielo.
Con una normale fotocamera fissata su un cavalletto, dopo pochi secondi iniziano a comparire le classiche scie stellari.
L’astroinseguitore elimina questo problema.
Ruotando lentamente alla velocità siderale mantiene la fotocamera perfettamente sincronizzata con il movimento apparente del cielo.
Il risultato è che le stelle rimangono puntiformi anche durante esposizioni di:
- 1 minuto;
- 2 minuti;
- 3 minuti;
- 5 minuti;
- talvolta anche oltre, in funzione della focale utilizzata e della precisione dello stazionamento.
È proprio questa caratteristica che rende possibili fotografie spettacolari della Via Lattea, delle nebulose e delle grandi galassie.
Astroinseguitore o montatura equatoriale?
Questa è probabilmente la domanda che ricevo più frequentemente durante le consulenze.
La risposta dipende dagli obiettivi dell’astrofilo.
Un astroinseguitore è perfetto quando si utilizzano:
- reflex;
- mirrorless;
- teleobiettivi;
- piccoli rifrattori.
Offre numerosi vantaggi.
Tra questi:
- peso ridottissimo;
- estrema trasportabilità;
- semplicità di utilizzo;
- costi contenuti;
- alimentazione a batteria.
Una montatura equatoriale, invece, nasce per sostenere strumenti decisamente più impegnativi.
Ad esempio:
- rifrattori apocromatici di grande diametro;
- Schmidt-Cassegrain;
- Newton fotografici;
- RC;
- grandi camere astronomiche.
La precisione meccanica e la capacità di carico risultano naturalmente superiori.
Per questo motivo non considero i due strumenti concorrenti.
Li vedo piuttosto come soluzioni complementari.
Molti astrofotografi esperti possiedono infatti sia una montatura equatoriale da osservatorio sia un astroinseguitore destinato ai viaggi.
Astroinseguitore per reflex
Chi possiede già una reflex digitale può ottenere risultati sorprendenti senza acquistare immediatamente un telescopio.
Un buon astroinseguitore per reflex permette infatti di fotografare:
- Via Lattea;
- costellazioni;
- grandi nebulose;
- galassia di Andromeda;
- regione di Orione;
- eclissi;
- congiunzioni planetarie;
- comete.
Con focali comprese tra 14 e 135 mm si possono ottenere immagini davvero spettacolari.
Anche utilizzando semplicemente un obiettivo fotografico di qualità.
È uno dei motivi per cui consiglio spesso questa strada ai principianti.
Si impara:
- lo stazionamento;
- la gestione delle pose;
- il bilanciamento;
- l’elaborazione delle immagini.
Tutte competenze che torneranno estremamente utili anche nel momento in cui si passerà a una montatura equatoriale più grande.
Astroinseguitore per macchina fotografica
Molti fotografi paesaggisti scoprono l’astrofotografia quasi per caso.
Possiedono già una fotocamera di alto livello e desiderano semplicemente iniziare a fotografare il cielo.
In questi casi un astroinseguitore per macchina fotografica rappresenta probabilmente il miglior investimento possibile.
L’attrezzatura rimane estremamente compatta.
In molti casi tutto il corredo entra tranquillamente in uno zaino fotografico.
Questo permette di raggiungere facilmente:
- rifugi alpini;
- deserti;
- coste marine;
- parchi naturali;
- cieli particolarmente bui.
È un tipo di fotografia che personalmente considero estremamente affascinante, perché unisce il paesaggio terrestre alla spettacolarità della volta celeste.
SkyWatcher Star Adventurer: uno dei riferimenti del settore
Tra gli astroinseguitori più conosciuti troviamo senza dubbio lo SkyWatcher Star Adventurer.
Fin dalla sua introduzione ha conquistato migliaia di fotografi grazie al perfetto equilibrio tra:
- precisione;
- semplicità;
- affidabilità;
- prezzo.
La struttura è sufficientemente robusta per sostenere reflex e teleobiettivi anche abbastanza importanti.
Molti astrofotografi realizzano con questo strumento fotografie della Via Lattea che nulla hanno da invidiare a configurazioni molto più costose.
Una delle caratteristiche che apprezzo maggiormente riguarda la grande disponibilità di accessori.
Negli anni SkyWatcher ha infatti sviluppato numerosi componenti dedicati:
- teste equatoriali;
- basi regolabili;
- contrappesi;
- slitte;
- supporti fotografici.
Questa modularità permette allo Star Adventurer di crescere insieme all’esperienza dell’utilizzatore.
Astroinseguitore SkyWatcher
Oggi, quando si parla genericamente di astroinseguitore SkyWatcher, il pensiero va quasi automaticamente allo Star Adventurer.
Non è un caso.
La sua enorme diffusione ha creato una vasta comunità di utenti che condivide continuamente:
- configurazioni;
- impostazioni;
- tecniche fotografiche;
- modifiche;
- tutorial.
Questo rappresenta un valore aggiunto molto importante per chi inizia.
Trovare informazioni, video e consigli pratici diventa estremamente semplice.
Astroinseguitore Vixen Polarie
Molto prima dell’esplosione del mercato degli astroinseguitori moderni, Vixen aveva già intuito le potenzialità di questa categoria.
Il Vixen Polarie fu infatti uno dei primi dispositivi realmente portatili progettati per seguire il moto della volta celeste.
Ancora oggi viene ricordato come uno degli strumenti che hanno aperto la strada alla moderna astrofotografia itinerante.
Le sue caratteristiche principali sono:
- estrema compattezza;
- semplicità operativa;
- qualità costruttiva tipica del marchio giapponese.
È particolarmente indicato per focali corte e fotografia paesaggistica.
Astroinseguitore Omegon
Negli ultimi anni anche Omegon ha sviluppato interessanti soluzioni dedicate agli appassionati che desiderano iniziare senza affrontare investimenti troppo elevati.
Gli astroinseguitori Omegon rappresentano una valida alternativa nella fascia entry-level e intermedia.
Pur non raggiungendo le prestazioni dei modelli più evoluti, consentono già di ottenere ottimi risultati con:
- grandangolari;
- obiettivi standard;
- piccoli teleobiettivi.
Per chi muove i primi passi possono rappresentare un buon compromesso.
Quale astroinseguitore scegliere?
Non esiste un modello migliore in assoluto.
La scelta dipende soprattutto dal tipo di fotografia che si intende realizzare.
Generalmente suggerisco questo approccio.
Per iniziare con una reflex e obiettivi grandangolari
Uno strumento leggero e semplice sarà più che sufficiente.
Per teleobiettivi importanti
Conviene orientarsi verso modelli più robusti, dotati di barra contrappesi.
Per piccoli rifrattori
È preferibile scegliere astroinseguitori evoluti, progettati specificamente anche per questa tipologia di carico.
Come sempre, la scelta migliore è quella che lascia un margine di crescita, evitando di lavorare costantemente al limite della capacità di carico.
Rainbow Astro: la rivoluzione delle montature Harmonic Drive
Negli ultimi anni il settore delle montature astronomiche ha vissuto una delle più importanti innovazioni degli ultimi decenni.
Mi riferisco alle montature Harmonic Drive, una tecnologia che sta progressivamente cambiando il modo di progettare le montature equatoriali.
Tra i produttori che hanno guidato questa rivoluzione troviamo Rainbow Astro.
Le sue montature hanno dimostrato che è possibile ottenere una capacità di carico sorprendentemente elevata utilizzando sistemi estremamente compatti e leggeri.
Per chi proviene dalle montature tradizionali il primo impatto è quasi incredibile.
Montature grandi poco più di una testa fotografica riescono infatti a sostenere telescopi che, fino a pochi anni fa, avrebbero richiesto montature dal peso triplo.
Questa evoluzione non rappresenta soltanto un miglioramento tecnologico.
Sta modificando completamente il modo di concepire l’astrofotografia itinerante.
Rainbow Astro: la nuova generazione delle montature Harmonic Drive
Fino a pochi anni fa esisteva una regola quasi immutabile nel mondo dell’astronomia.
Maggiore era la capacità di carico di una montatura, maggiore sarebbe stato anche il suo peso.
Chi desiderava sostenere telescopi importanti era quindi costretto a trasportare montature sempre più grandi, pesanti e ingombranti.
L’arrivo delle montature Rainbow Astro ha modificato profondamente questo paradigma.
Grazie all’impiego della tecnologia Harmonic Drive, oggi è possibile ottenere prestazioni che fino a pochi anni fa sembravano impensabili.
Montature dal peso di pochi chilogrammi riescono infatti a sostenere strumenti che tradizionalmente richiedevano sistemi molto più voluminosi.
Per molti astrofotografi itineranti questa innovazione rappresenta una vera rivoluzione.
Cos’è una montatura Harmonic Drive?
Prima di analizzare i singoli modelli Rainbow Astro è utile comprendere il principio sul quale si basa questa tecnologia.
Le montature equatoriali tradizionali utilizzano normalmente:
- vite senza fine;
- corona dentata;
- ingranaggi;
- alberi di trasmissione;
- contrappesi.
Si tratta di una soluzione estremamente collaudata, ma inevitabilmente caratterizzata da:
- peso elevato;
- ingombri importanti;
- giochi meccanici;
- necessità di manutenzione periodica.
Una montatura Harmonic Drive, invece, utilizza un riduttore armonico.
Questo particolare sistema di trasmissione offre numerosi vantaggi.
Tra i principali troviamo:
- elevata precisione;
- assenza quasi totale del backlash;
- struttura molto compatta;
- elevata capacità di riduzione;
- grande rigidità torsionale.
Il risultato è una montatura molto più piccola ma sorprendentemente robusta.
Perché le Harmonic Drive stanno rivoluzionando l’astrofotografia?
Chi fotografa il cielo profondo conosce bene uno dei principali limiti delle montature tradizionali.
Il trasporto.
Una classica EQ6-R Pro completa di treppiede, testa, contrappesi e accessori supera facilmente diverse decine di chilogrammi.
Una montatura Harmonic Drive riduce drasticamente tutto questo.
I vantaggi pratici sono enormi.
È possibile:
- trasportare facilmente l’attrezzatura in aereo;
- raggiungere rifugi alpini;
- osservare da luoghi remoti;
- ridurre i tempi di installazione;
- diminuire il numero dei componenti.
Per chi pratica fotografia itinerante cambia completamente l’esperienza sul campo.
Rainbow Astro RST-135
Probabilmente il modello più conosciuto della casa coreana è la Rainbow Astro RST-135.
Quando venne presentata attirò immediatamente l’attenzione di moltissimi astrofotografi.
Il motivo era semplice.
Una montatura incredibilmente compatta prometteva prestazioni paragonabili a modelli molto più grandi.
Negli anni le prove sul campo hanno confermato gran parte di queste aspettative.
La Rainbow Astro RST-135 è oggi considerata uno dei migliori esempi di montatura Harmonic Drive destinata all’astrofotografia itinerante.
Rainbow Astro 135
Molti appassionati la cercano semplicemente come Rainbow Astro 135.
Pur mantenendo dimensioni estremamente contenute, permette di sostenere configurazioni molto interessanti.
Ad esempio:
- rifrattori apocromatici;
- telescopi RC compatti;
- Schmidt-Cassegrain leggeri;
- teleobiettivi professionali.
Naturalmente è sempre importante rispettare le configurazioni consigliate dal costruttore e mantenere un corretto margine di sicurezza.
Rainbow Astro RST-135E
Tra le evoluzioni della famiglia troviamo anche la Rainbow Astro RST-135E.
Le differenze riguardano principalmente alcuni aggiornamenti elettronici e funzionali introdotti nel corso dello sviluppo della piattaforma.
Chi valuta l’acquisto dovrebbe sempre confrontare le specifiche più recenti, poiché Rainbow Astro aggiorna frequentemente firmware e funzionalità.
Serve davvero il contrappeso?
Uno degli aspetti che incuriosiscono maggiormente riguarda proprio l’utilizzo dei contrappesi.
Molte montature Harmonic Drive possono lavorare con strumenti relativamente leggeri senza utilizzare il classico sistema di contrappesi.
Questo rappresenta un enorme vantaggio.
Significa infatti:
- meno peso da trasportare;
- installazione più rapida;
- minore ingombro;
- maggiore praticità durante i viaggi.
Quando però il carico aumenta è comunque consigliabile utilizzare il contrappeso.
Non tanto perché la montatura non riesca a sostenere il telescopio, quanto piuttosto per ridurre le sollecitazioni meccaniche e ottenere un comportamento ancora più regolare durante l’inseguimento.
Rainbow Astro RST-300
Per chi necessita di una capacità di carico superiore, Rainbow Astro propone la RST-300.
La filosofia costruttiva rimane la stessa.
Cambiano però le prestazioni.
La Rainbow Astro RST-300 nasce per sostenere telescopi decisamente più importanti mantenendo comunque dimensioni molto inferiori rispetto alle classiche montature equatoriali della stessa categoria.
È una soluzione che trova particolare interesse presso:
- osservatori privati;
- astrofotografi professionisti;
- ricercatori;
- chi utilizza grandi rifrattori;
- telescopi RC di elevato diametro.
Conviene acquistare una Rainbow Astro?
È una domanda che ricevo sempre più frequentemente.
La mia risposta è questa.
Le montature Rainbow Astro rappresentano una delle tecnologie più interessanti oggi disponibili.
Tuttavia non sono necessariamente la scelta migliore per tutti.
Le considero particolarmente indicate per chi:
- viaggia molto;
- fotografa da località differenti;
- desidera ridurre drasticamente il peso dell’attrezzatura;
- cerca una montatura estremamente moderna.
Se invece la montatura rimarrà permanentemente installata in osservatorio, il vantaggio della leggerezza diventa naturalmente meno determinante.
In questo caso anche una classica EQ6-R Pro oppure una EQ8-R continuano ad essere soluzioni eccellenti.
Avalon Instruments: la trasmissione a cinghia portata all’eccellenza
Parlando di innovazione non si può ignorare un’azienda italiana che negli ultimi anni ha saputo distinguersi nel panorama internazionale.
Mi riferisco ad Avalon Instruments.
Le montature Avalon hanno seguito una strada completamente diversa rispetto alle Harmonic Drive.
La loro filosofia è stata quella di eliminare completamente gli ingranaggi tradizionali adottando una trasmissione interamente a cinghia.
Avalon M
Tra i modelli più conosciuti troviamo la Avalon M.
Questa montatura rappresenta perfettamente la filosofia dell’azienda.
L’assenza degli ingranaggi tradizionali permette di ottenere:
- movimenti estremamente fluidi;
- riduzione del backlash;
- funzionamento molto silenzioso;
- manutenzione ridotta.
Dal punto di vista fotografico questi aspetti si traducono in un inseguimento molto regolare.
È uno dei motivi per cui molti astrofotografi esperti apprezzano particolarmente le montature Avalon.
Perché scegliere Avalon?
Nel corso degli anni Avalon si è costruita una reputazione molto solida.
I motivi principali riguardano:
- qualità costruttiva elevata;
- progettazione interamente italiana;
- precisione meccanica;
- trasmissione a cinghia;
- design estremamente curato.
Naturalmente si tratta di montature appartenenti a una fascia di mercato superiore rispetto ai modelli entry-level.
Sono quindi destinate principalmente ad astrofili già esperti oppure a osservatori permanenti.
Losmandy G11: una montatura per telescopio diventata una leggenda
Parlare di montature equatoriali senza citare la Losmandy G11 sarebbe praticamente impossibile.
Da decenni rappresenta uno dei riferimenti mondiali nel settore delle montature astronomiche di fascia alta.
Molti osservatori privati la utilizzano ancora oggi con enorme soddisfazione.
Losmandy G11
La Losmandy G11 è famosa soprattutto per:
- robustezza;
- affidabilità;
- modularità;
- lunga durata nel tempo.
Una delle caratteristiche che più apprezzo riguarda proprio la sua filosofia costruttiva.
È una montatura progettata per essere mantenuta efficiente anche dopo molti anni.
Molti componenti possono infatti essere:
- regolati;
- aggiornati;
- sostituiti;
- migliorati.
Questa possibilità di evoluzione ha contribuito enormemente alla sua longevità.
Vale ancora la pena acquistare una Losmandy?
Assolutamente sì.
Pur essendo una piattaforma nata diversi anni fa, continua ad essere estremamente competitiva.
Anzi, uno dei suoi principali punti di forza è proprio la maturità del progetto.
Difetti e limiti sono ormai perfettamente conosciuti.
Gli aggiornamenti introdotti nel corso degli anni hanno ulteriormente migliorato una montatura già eccellente.
Le montature Celestron
Quando si parla di telescopi Schmidt-Cassegrain è naturale pensare a Celestron.
L’azienda americana produce da decenni anche numerose montature Celestron, molte delle quali hanno contribuito alla diffusione dell’astronomia amatoriale.
Tra le più conosciute troviamo:
- Advanced VX;
- CGEM;
- CGX;
- CGX-L.
Le loro caratteristiche variano sensibilmente in funzione della fascia di mercato, ma condividono alcuni elementi comuni:
- sistema GoTo NexStar;
- elevata integrazione con gli Schmidt-Cassegrain Celestron;
- software molto intuitivo;
- buona disponibilità di accessori.
Per chi possiede già un telescopio Celestron, scegliere una montatura dello stesso marchio può rappresentare una soluzione molto naturale, grazie all’ottima compatibilità tra elettronica, firmware e accessori.
Come scegliere la montatura per telescopio in base al proprio utilizzo
Arrivati a questo punto della guida dovrebbe essere ormai chiaro un concetto fondamentale.
Non esiste la montatura perfetta.
Esiste invece la montatura più adatta alle proprie esigenze.
È probabilmente questo l’errore più frequente che vedo commettere durante le consulenze.
Molti appassionati iniziano la ricerca chiedendosi:
“Qual è la migliore montatura?”
La domanda corretta sarebbe invece:
“Quale montatura mi permetterà di raggiungere gli obiettivi che desidero ottenere nei prossimi cinque o dieci anni?”
Questo cambia completamente il modo di scegliere.
Personalmente, prima di consigliare una montatura, cerco sempre di capire:
- cosa desidera osservare l’astrofilo;
- se farà fotografia oppure solo visuale;
- quanto dovrà trasportare l’attrezzatura;
- quanto tempo potrà dedicare all’installazione;
- quale budget desidera investire;
- quale telescopio pensa di acquistare in futuro.
Sono domande molto più importanti del semplice confronto tra due modelli.
Vediamo quindi le situazioni più comuni.
La migliore montatura da telescopio per l’osservazione visuale
Chi osserva esclusivamente a livello visuale ha esigenze molto diverse rispetto all’astrofotografo.
In questo caso diventano prioritari:
- semplicità;
- rapidità;
- comfort;
- stabilità;
- facilità di puntamento.
Per questo motivo una moderna montatura altazimutale GoTo rappresenta spesso la soluzione ideale.
Una montatura come la SkyWatcher AZ-GTi, ad esempio, permette di:
- installare il telescopio in pochi minuti;
- puntare automaticamente migliaia di oggetti;
- seguire pianeti e Luna;
- osservare senza continue correzioni manuali.
È una soluzione estremamente piacevole da utilizzare.
Naturalmente, se il telescopio è molto pesante, sarà opportuno orientarsi verso montature altazimutali di categoria superiore.
La migliore montatura da telescopio per osservare i pianeti
L’osservazione planetaria richiede caratteristiche leggermente differenti.
I pianeti vengono infatti osservati ad altissimi ingrandimenti.
Di conseguenza la montatura deve offrire:
- grande rigidità;
- assenza di vibrazioni;
- movimenti fluidi;
- inseguimento preciso.
Una buona montatura equatoriale motorizzata permette di mantenere Giove o Saturno perfettamente centrati anche durante lunghe sessioni osservative.
È un aspetto che migliora enormemente il comfort.
Durante le mie riprese planetarie ho sempre apprezzato moltissimo questa caratteristica.
Quando si acquisiscono migliaia di fotogrammi con una camera astronomica è fondamentale che il pianeta rimanga costantemente nel sensore.
Una montatura stabile facilita enormemente questo lavoro.
La migliore montatura da telescopio per l’astrofotografia deep sky
Se l’obiettivo principale consiste nel fotografare nebulose, galassie e ammassi stellari, la montatura assume un’importanza ancora maggiore rispetto al telescopio.
È proprio qui che molti principianti rimangono sorpresi.
Investono migliaia di euro nel tubo ottico per poi montarlo su una montatura sottodimensionata.
Il risultato è inevitabile.
Le stelle risultano allungate.
Le esposizioni devono essere ridotte.
L’autoguida lavora continuamente.
La qualità finale delle immagini diminuisce sensibilmente.
Per il deep sky consiglio sempre di scegliere una montatura con un buon margine di carico.
In altre parole:
non acquistare la montatura giusta per il telescopio di oggi.
Acquistala per quello che probabilmente utilizzerai fra cinque anni.
La migliore montatura per la fotografia planetaria
Molti pensano che fotografia planetaria e deep sky richiedano la stessa montatura.
In realtà esistono alcune differenze.
Nella fotografia planetaria le esposizioni sono estremamente brevi.
Generalmente si registrano video ad alta velocità.
Questo significa che l’inseguimento deve essere preciso, ma non è necessario raggiungere il livello richiesto dalle esposizioni di cinque o dieci minuti tipiche del deep sky.
Una buona montatura equatoriale motorizzata risulta normalmente più che sufficiente.
Ciò che diventa fondamentale è piuttosto la rigidità complessiva del sistema.
La migliore montatura per chi viaggia
Negli ultimi anni è aumentato enormemente il numero di appassionati che fotografano il cielo durante vacanze ed escursioni.
Per loro il peso diventa il parametro più importante.
Trasportare una EQ6-R Pro su un sentiero alpino oppure durante un viaggio aereo non è certamente l’ideale.
In queste situazioni preferisco orientarmi verso:
- astroinseguitori;
- SkyWatcher AZ-GTi;
- iOptron SkyHunter;
- Skywatcher Star Adventurer.
Sono tutte soluzioni che privilegiano la portabilità.
Naturalmente ciascuna con caratteristiche differenti.
La migliore montatura da telescopio per un osservatorio fisso
Chi dispone di un osservatorio permanente può permettersi una filosofia completamente diversa.
Il peso non rappresenta più un problema.
Anzi.
Una montatura più massiccia spesso garantisce:
- maggiore stabilità;
- minori vibrazioni;
- migliore comportamento con il vento;
- maggiore capacità di carico.
In questi casi diventano particolarmente interessanti modelli come:
- SkyWatcher EQ8-R;
- Losmandy G11;
- Avalon;
- Rainbow Astro RST-300.
Naturalmente esistono anche numerose montature professionali appartenenti a fasce di prezzo decisamente superiori.
Quanto deve essere grande una montatura per telescopio?
Una domanda che ricevo continuamente è:
“Quanto deve essere potente la mia montatura?”
La risposta è molto semplice.
Più di quanto pensi.
Naturalmente non bisogna acquistare una montatura sproporzionata.
Ma lavorare costantemente al limite della capacità di carico rappresenta quasi sempre un errore.
Personalmente suggerisco questa regola pratica.
Per l’osservazione visuale è possibile sfruttare una percentuale molto elevata della capacità dichiarata.
Per l’astrofotografia, invece, preferisco mantenere un margine decisamente maggiore.
Questo garantisce:
- migliore inseguimento;
- minori vibrazioni;
- maggiore durata della meccanica;
- migliore comportamento con il vento.
Come valutare realmente la capacità di carico di una montatura per telescopio?
Molti produttori dichiarano semplicemente il peso massimo sostenibile.
Questa informazione, però, racconta solo una parte della realtà.
Occorre infatti considerare anche:
- lunghezza del telescopio;
- distribuzione delle masse;
- momento torcente;
- rigidità del treppiede;
- presenza del vento;
- accessori installati.
Un rifrattore lungo da 130 mm può mettere maggiormente in difficoltà una montatura rispetto a uno Schmidt-Cassegrain dello stesso peso.
Il motivo è semplice.
La leva meccanica aumenta enormemente.
Per questo motivo consiglio sempre di valutare il sistema completo e non il solo tubo ottico.
Gli errori più comuni nella scelta di una montatura per telescopio
Dopo oltre vent’anni trascorsi tra osservazioni, divulgazione e consulenze, ho visto ripetersi gli stessi errori centinaia di volte.
Conoscerli permette di evitarli fin dall’inizio.
1. Spendere tutto il budget nel telescopio
È probabilmente l’errore più diffuso.
Molti acquistano un tubo ottico eccellente montandolo poi su una montatura economica.
Il risultato è che il telescopio non riesce mai ad esprimere il proprio potenziale.
2. Acquistare una montatura pensando solo al presente
È un errore molto costoso.
Se il progetto personale prevede una crescita futura, conviene acquistare una montatura che possa accompagnare questa evoluzione.
3. Fidarsi esclusivamente della capacità di carico dichiarata
Come abbiamo visto, il peso è soltanto uno dei parametri da considerare.
Molto spesso la geometria del telescopio influisce quanto il peso stesso.
4. Sottovalutare il trasporto
Una montatura che pesa trenta chilogrammi può sembrare perfetta sulla carta.
Poi arriva il momento di caricarla in automobile ogni settimana.
È qui che molti appassionati iniziano ad utilizzarla sempre meno.
La migliore montatura è anche quella che verrà realmente utilizzata con piacere.
5. Ignorare la disponibilità degli accessori
Una buona montatura deve poter crescere.
Verifica sempre la disponibilità di:
- piastre;
- barre;
- treppiedi;
- colonne;
- alimentatori;
- sistemi Wi-Fi;
- autoguida;
- ricambi.
Un ecosistema ricco aumenta notevolmente la vita utile della montatura.
6. Acquistare solo in base alle recensioni
Le recensioni online sono molto utili.
Ma nessuna recensione conosce i tuoi obiettivi.
Una montatura perfetta per un astrofotografo potrebbe essere completamente inadatta per un osservatore visuale.
Per questo motivo consiglio sempre di partire dalle proprie esigenze e solo successivamente confrontare i vari modelli.
La mia esperienza personale
Negli oltre vent’anni trascorsi dietro al telescopio ho utilizzato montature di categorie molto differenti.
Dalle prime montature equatoriali manuali fino ai sistemi installati presso osservatori astronomici professionali.
Una conclusione è rimasta immutata.
La montatura per telescopio è l’investimento che dura più a lungo.
I telescopi cambiano.
Le camere cambiano.
I software evolvono continuamente.
Una buona montatura, invece, può accompagnare un astrofilo per dieci, quindici o anche vent’anni.
Per questo motivo considero sempre la montatura come il vero fondamento di tutta l’attrezzatura astronomica.
È lei che determina la stabilità dell’intero sistema.
È lei che rende piacevole una serata osservativa.
Ed è lei che permette di trasformare una buona immagine in una fotografia davvero eccellente.
Domande frequenti sulle montature per telescopio (FAQ)
Qual è la migliore montatura per telescopio?
Non esiste una montatura migliore in assoluto, ma quella più adatta alle proprie esigenze.
Chi osserva principalmente Luna e pianeti può essere perfettamente soddisfatto da una montatura altazimutale GoTo, mentre chi desidera fotografare nebulose e galassie dovrebbe orientarsi verso una montatura equatoriale motorizzata di buona qualità.
La scelta deve sempre tenere conto del peso del telescopio, del tipo di osservazione e degli eventuali sviluppi futuri della propria strumentazione.
È più importante il telescopio oppure la montatura?
Se l’obiettivo è praticare astrofotografia, nella maggior parte dei casi la montatura è più importante del telescopio.
Una montatura stabile e precisa permette infatti di sfruttare appieno le potenzialità dello strumento ottico.
Al contrario, anche il miglior telescopio del mercato offrirà risultati deludenti se installato su una montatura poco stabile.
Cos’è una montatura equatoriale?
La montatura equatoriale è una particolare montatura astronomica progettata affinché uno dei suoi assi sia parallelo all’asse terrestre.
Questa configurazione permette di seguire il moto apparente della volta celeste compensando la rotazione terrestre mediante un unico movimento continuo.
È la soluzione preferita per l’astrofotografia.
Come funziona una montatura equatoriale?
Dopo aver effettuato il corretto stazionamento polare, la montatura ruota lentamente l’asse di Ascensione Retta alla velocità siderale.
In questo modo stelle, pianeti e galassie rimangono costantemente al centro del campo senza richiedere continue correzioni manuali.
Come si usa una montatura equatoriale?
Le fasi principali sono:
- livellare il treppiede;
- regolare la latitudine;
- effettuare lo stazionamento polare;
- bilanciare il telescopio;
- completare l’allineamento GoTo, se presente.
Dopo queste operazioni la montatura sarà pronta per osservare o fotografare.
Cos’è lo stazionamento polare?
Lo stazionamento consiste nell’allineare l’asse polare della montatura con l’asse di rotazione terrestre.
Maggiore sarà la precisione dello stazionamento, migliore sarà la qualità dell’inseguimento durante le osservazioni e soprattutto durante le fotografie a lunga esposizione.
Montatura altazimutale o equatoriale?
Dipende dall’utilizzo.
Una montatura altazimutale è generalmente più semplice, veloce da installare e molto pratica per l’osservazione visuale.
Una montatura equatoriale richiede uno stazionamento iniziale ma rappresenta la scelta ideale per l’astrofotografia.
Conviene acquistare una montatura GoTo?
Personalmente ritengo di sì.
Le moderne montature GoTo consentono di trovare rapidamente migliaia di oggetti astronomici, ottimizzando il tempo disponibile durante le osservazioni.
Sono particolarmente utili sotto cieli urbani, dove molti oggetti risultano invisibili a occhio nudo.
Una montatura GoTo insegna comunque il cielo?
Assolutamente sì.
Il GoTo non sostituisce la conoscenza del cielo.
Permette semplicemente di dedicare più tempo all’osservazione e meno alla ricerca manuale.
Molti astrofili utilizzano il GoTo pur continuando a conoscere perfettamente costellazioni e coordinate celesti.
Qual è la migliore montatura SkyWatcher?
Dipende dagli obiettivi.
Indicativamente:
- EQ5 per iniziare seriamente.
- HEQ5 Pro per astrofotografia con strumenti medio-leggeri.
- EQ6-R Pro SynScan per la maggior parte degli astrofotografi evoluti.
- EQ8-R per osservatori permanenti e telescopi di grande diametro.
La SkyWatcher AZ-GTi è adatta all’astrofotografia?
Sì.
In modalità EQ Mode, installata su una base equatoriale, la AZ-GTi può diventare una valida soluzione per fotografia deep sky leggera con teleobiettivi e piccoli rifrattori.
Rimane comunque una montatura pensata principalmente per configurazioni leggere.
Gli astroinseguitori possono sostituire una montatura equatoriale?
No.
Gli astroinseguitori sono strumenti eccezionali per reflex, mirrorless e piccoli rifrattori.
Quando il peso aumenta oppure si desiderano focali importanti, diventa preferibile utilizzare una vera montatura equatoriale.
Quanto deve pesare il telescopio rispetto alla montatura?
Per l’astrofotografia consiglio sempre di mantenere un buon margine rispetto alla capacità di carico dichiarata.
Lavorare costantemente al limite riduce la precisione dell’inseguimento e aumenta la sensibilità alle vibrazioni.
Meglio SkyWatcher o iOptron?
Entrambi producono montature eccellenti.
SkyWatcher offre una gamma estremamente ampia con un rapporto qualità-prezzo molto competitivo.
iOptron punta invece maggiormente su leggerezza, innovazione e trasportabilità.
La scelta dipende principalmente dal tipo di utilizzo.
Le montature Harmonic Drive valgono il costo?
Per chi viaggia frequentemente la risposta è quasi sempre sì.
Le moderne montature Harmonic Drive permettono infatti di ottenere prestazioni elevate con pesi estremamente ridotti.
Per un osservatorio permanente, invece, una montatura tradizionale può continuare a rappresentare una scelta altrettanto valida.
Quale montatura sceglierei oggi?
Se oggi dovessi ricominciare da zero, non partirei chiedendomi quale sia la montatura più famosa o quella con il maggior numero di recensioni positive.
Mi farei una domanda molto più semplice:
“Che astronomo desidero diventare tra cinque anni?”
La risposta determinerebbe automaticamente la scelta.
Se il mio obiettivo fosse osservare comodamente Luna e pianeti dal giardino di casa, sceglierei una montatura compatta, semplice e veloce da installare.
Se invece volessi dedicarmi seriamente all’astrofotografia deep sky, investirei fin da subito in una montatura equatoriale capace di accompagnarmi nella crescita della mia esperienza, anche a costo di acquistare inizialmente un telescopio leggermente più piccolo.
È un approccio che negli anni mi ha evitato molti acquisti sbagliati e che continuo a suggerire durante le consulenze.
Conclusioni
La montatura telescopio rappresenta probabilmente il componente più importante dell’intera strumentazione astronomica.
È la base sulla quale poggia ogni osservazione, ogni fotografia e, in definitiva, ogni esperienza sotto il cielo stellato.
Nel corso di oltre vent’anni trascorsi tra osservazioni visuali, astrofotografia e attività divulgativa presso osservatori astronomici, ho imparato che una buona montatura continua a dare soddisfazioni anche dopo molti anni, mentre una scelta sbagliata rischia di limitare qualunque telescopio, anche il più costoso.
Per questo motivo ti consiglio di non valutare soltanto il prezzo o la capacità di carico dichiarata, ma di considerare attentamente il tuo progetto astronomico nel suo complesso.
Chiediti dove vorrai arrivare tra qualche anno.
Quali soggetti desidererai osservare.
Se vorrai dedicarti esclusivamente al visuale oppure all’astrofotografia.
Se utilizzerai il telescopio in un osservatorio permanente oppure durante frequenti trasferte sotto cieli più bui.
Sono queste domande che permettono di scegliere una montatura destinata ad accompagnarti per molto tempo.
Che tu stia valutando una SkyWatcher EQ5, una HEQ5 Pro, una EQ6-R Pro SynScan, una AZ-GTi, una iOptron SkyGuider Pro, una Rainbow Astro RST-135 o una montatura di fascia professionale come una Losmandy G11 o una SkyWatcher EQ8-R, ricorda sempre che la scelta migliore è quella realmente proporzionata ai tuoi obiettivi.































































