Cratere Plato, l’immenso lago nero della Luna

L’immenso lago nero della Luna: il cratere lunare Plato

Con un dettaglio pazzesco, non solo 4 craterini al suo interno

Il cratere Plato è uno dei soggetti più iconici dell’osservazione lunare, ma anche uno dei più impegnativi. A prima vista appare come una grande macchia scura, quasi perfettamente liscia, tanto da essere soprannominato “il grande lago nero della Luna”. In realtà quel pavimento basaltico, apparentemente uniforme, custodisce una miriade di minuscoli dettagli che mettono alla prova sia gli strumenti sia l’esperienza dell’astrofotografo.

Ci sono immagini lunari che raccontano una superficie. E poi ci sono immagini che raccontano una storia.


Perché Plato è così scuro?

Con un diametro di circa 101 chilometri, Plato è un antico cratere da impatto formatosi oltre 3 miliardi di anni fa, durante il periodo Imbriano superiore. Dopo l’enorme collisione che lo ha generato, l’interno del bacino venne completamente invaso da lave basaltiche, le stesse che hanno formato i grandi mari lunari.

Queste colate hanno cancellato il tipico picco centrale presente in molti crateri e hanno creato un fondo straordinariamente piatto, molto più scuro rispetto ai rilievi circostanti. È proprio questo contrasto a renderlo così spettacolare anche con piccoli telescopi.


Il test definitivo per ogni telescopio

Per oltre un secolo gli osservatori hanno utilizzato Plato come uno dei migliori test di risoluzione ottica.

La vera sfida non consiste nell’individuare il grande cratere, visibile persino con un binocolo, ma nel riuscire a distinguere i minuscoli craterini disseminati sul suo pavimento.

Per decenni molti osservatori riuscivano a vedere soltanto i cosiddetti “Big Four”, i quattro craterini principali, ciascuno con un diametro attorno ai 2 chilometri.

Con l’arrivo della fotografia digitale ad alta velocità e delle moderne tecniche di elaborazione è diventato possibile andare molto oltre, rivelando numerosi craterini inferiori ai 2 km e perfino alcuni prossimi al chilometro di diametro nelle migliori condizioni di seeing.


Cosa si vede sul fondo del Cratere Plato?

Non solo i 4 crateri A, B, C e D

L’immagine che accompagna questo articolo utilizza la classica nomenclatura osservativa dei craterlets di Plato, impiegata dagli osservatori visuali e dagli astrofotografi.

Oltre ai quattro craterini principali:

  • A (2,44 km)
  • B (2,09 km)
  • C (2,22 km)
  • D (1,98 km)

sono chiaramente riconoscibili numerosi craterini secondari indicati con le lettere e, f, g, h, i, j, k, l, m, n, o, p e q.

Questi ultimi rappresentano una vera sfida osservativa e, in molti casi, risultano appena percepibili anche con telescopi di grande diametro se l’atmosfera non è perfettamente stabile.


Due dettagli geologici poco conosciuti

Osservando attentamente la fotografia emergono anche due strutture estremamente interessanti.

Sulla parete occidentale si nota la grande massa di roccia franata (Mass of faulted rock), testimonianza del collasso di parte del bordo interno del cratere avvenuto milioni di anni dopo l’impatto.

Sul lato orientale è invece visibile il caratteristico East Wall Pit, una piccola depressione incastonata nella parete interna, facilmente riconoscibile quando il Sole illumina il bordo con una luce radente. Entrambe sono considerate riferimenti classici durante l’osservazione di Plato.


Un’immagine straordinaria del cratere Plato ottenuta dalla Terra

Ciò che rende questa fotografia particolarmente gratificante è che tutti questi dettagli non provengono da una sonda spaziale, ma sono stati registrati direttamente dalla superficie terrestre.

La ripresa è stata realizzata presso l’Osservatorio Astronomico del Celado (Castello Tesino, Trentino) utilizzando un Newton Philip Keller 800/3200 mm, una Imaging Source DMK21AU618 e un filtro IR-pass da 742 nm, una configurazione ideale per sfruttare le rare serate di seeing eccezionale.

L’elevata risoluzione ottenuta ha permesso di documentare non soltanto i quattro craterini principali, ma anche gran parte dei craterlets minori normalmente invisibili durante l’osservazione visuale.

Fra i crateri della Luna più osservati dagli astrofili, il cratere Plato (Plato Crater) occupa una posizione privilegiata sul margine settentrionale del Mare Imbrium. Il suo pavimento basaltico, insolitamente scuro rispetto ai rilievi circostanti, lo rende immediatamente riconoscibile anche durante le osservazioni visuali. In questa foto Luna alta risoluzione, realizzata con la Luna con telescopio, è possibile distinguere le imponenti pareti del cratere e le sottili variazioni di luminosità che caratterizzano il suo interno. L'immagine, acquisita in Luna HD e proposta in luna alta definizione, rappresenta un valido riferimento per chi desidera conoscere meglio il cratere della Luna Plato e approfondire l'osservazione delle principali formazioni del nostro satellite naturale.
Fra i crateri della Luna più osservati dagli astrofili, il cratere Plato (Plato Crater) occupa una posizione privilegiata sul margine settentrionale del Mare Imbrium. Il suo pavimento basaltico, insolitamente scuro rispetto ai rilievi circostanti, lo rende immediatamente riconoscibile anche durante le osservazioni visuali. In questa foto Luna alta risoluzione, realizzata con la Luna con telescopio, è possibile distinguere le imponenti pareti del cratere e le sottili variazioni di luminosità che caratterizzano il suo interno. L’immagine, acquisita in Luna HD e proposta in luna alta definizione, rappresenta un valido riferimento per chi desidera conoscere meglio il cratere della Luna Plato e approfondire l’osservazione delle principali formazioni del nostro satellite naturale.

Cratere lunare Plato: Una sfida che non finisce mai

Plato continua ancora oggi a rappresentare uno dei bersagli più affascinanti per gli appassionati di osservazione lunare.

Ogni notte offre un volto diverso: basta una variazione dell’illuminazione solare o della turbolenza atmosferica perché nuovi craterini compaiano oppure scompaiano alla vista.

È proprio questa continua ricerca del dettaglio che rende il “grande lago nero della Luna” uno dei luoghi più amati dagli osservatori di tutto il mondo.

Siti di approfondimento:

La rivista della Luna: Il grande lago nero;

Astronomica Langrenus: Cosa si vede sul fondo del Cratere Plato?

Se vuoi scoprire la migliore strumentazione per osservare e fotografare la Luna leggi anche questo prezioso contenuto:

Telescopio per osservare la Luna.

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